Gli onsen, le tradizionali stazioni termali giapponesi

Simone Morichini di Simone Morichini, in Blog, del

Onsen

È risaputo come il Giappone sia un paese estremamente sismico e caratterizzato da un alto tasso di eruzioni vulcaniche. Ed è altrettanto nota la presenza di numerose fonti di acqua termale calda. Proprio grazie a queste favorevoli condizioni si è sviluppata una ricca tradizione di bagni pubblici che affonda le sue radici nel bisogno d’igiene della popolazione nipponica. Stiamo parlando degli onsen, l’equivalente delle nostre stazioni termali. Nel paese del Sol Levante la cultura della pulizia e della cura del corpo è estremamente diffusa ed è testimoniata anche dall’incredibile influenza che gli onsen hanno nell’immaginario pubblico nipponico (sufficiente citare la pellicola Thermae Romae dove un architetto specializzato in costruzione di terme dell’Antica Roma si ritrova catapultato nel Giappone di oggi). Generalmente, si tratta di un piccolo stabilimento ma, specie negli ultimi anni, si è arrivati anche a strutture molto ampie o, nei casi più estremi, a veri e propri parchi divertimento a tema. Un onsen può avere bagni termali all’aperto (rotenburonotenburo), al coperto e può essere pubblico o privato (uchiyu) oppure gestito da un albergo locale (ryokan) utilizzando acqua calda proveniente da sorgenti riscaldate geotermicamente, e questo per fenomeni tipici di natura vulcanica. Ci sono poche ma essenziali regole da rispettare. All’interno di un onsen, la nudità è integrale ed è considerata condizione essenziale per abbattere le barriere sociali e favorire la conoscenza di nuove persone. Si può portare con sé solamente un asciugamano di modeste dimensioni mentre uno più grande è utilizzato per asciugarsi alla fine e questo nella convinzione che nulla deve entrare in contatto con l’acqua perché si potrebbe sporcare. Prima di entrare in vasca, è necessario lavarsi e sciacquarsi con cura e solo dopo ci si può immergere nell’acqua calda a temperature tra i 38 e 42 gradi. Inoltre, è sovente vietato l’ingresso a persone tatuate. Gli onsen sono un luogo tranquillo dove rilassarsi e rifuggire dallo stress della vita quotidiana ed ecco perché le conversazioni sono consentite purché si mantenga basso il tono della voce. Tra gli onsen più noti, sono da menzionare il Funaoka di Kyoto, un bagno pubblico con una lunga tradizione, il Kurama e l’Ohara no Sato sempre nella stessa città, il Kenroku onsen di Kanazawa, il Kuwataniya e il Shirakawago no Yu entrambi a Takayama.

Simone Morichini

Simone Morichini

Sono nato a Roma il 20 dicembre 1976 e mi sono laureato in Scienze politiche presso l’Università "La Sapienza" dove ho successivamente conseguito il Dottorato di ricerca in “Storia delle elite e classi dirigenti”. Giornalista pubblicista iscritto all’Ordine del Lazio e Molise, lavoro in campo editoriale occupandomi di marketing, distribuzione e promozione libraria. Ho successivamente condensato la mia intera esperienza professionale in una pubblicazione ad hoc dal titolo “Per una manciata di libri. Aspetti commerciali nell’editoria”, uscito nel 2011. Ho collaborato con varie riviste tra cui "Elite e Storia", "Olimpiaazzurra", "Iniziativa" e la pagina culturale del webmagazine "DailyGreen". Mi piace viaggiare e adoro la letteratura scandinava (Arto Paasilinna e Jan Brokken in particolare). Appassionato di lingue straniere (inglese e tedesco su tutte), sono uno sportivo onnivoro e amo la disciplina invernale del Biathlon.

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