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Editori riuniti per salvare il Salone del Libro di Torino

Federica Colantoni di Federica Colantoni, in Editoria, Media, del

salone del libro

L’evento editoriale più importante di Italia, tra lo scandalo degli ingressi truccati e il passaggio di consegne ai piani alti, negli ultimi tempi ha proggressivamente perso il suo charme. Ma soprattutto, il Salone del Libro di Torino da grande occasione di visibilità per gli editori indipendenti si sta trasformando in una sanguisuga che succhia più sangue di quanto se ne rigeneri. Essendo un evento di portata nazionale, la sua peculiarità sta nell’essere uno spazio in cui big e indipendenti coesistono e, sebbene questi ultimi siano maggiori nel numero, il potere d’acquisto dei primi è di gran lunga superiore, consentendo a Mondadori o Feltrinelli di allestire vere e proprie librerie temporanee con cui i cubicoli 2 metri per 2 degli altri non riescono a reggere il confronto.

In questi giorni Federico Motta, il presidente dell’Aie (Associazione Italiana Editori), si è dimesso dal consiglio di amministrazione della Fondazione per il libro, la musica e la cultura del Salone dato il ruolo marginale che aveva in seno al cda. Pur dichiarando con fermezza che “resta inalterato il supporto e la partecipazione convinta degli editori al Salone del Libro”, risulta simbolica l’autoesclusione di un’associazione di editori in un evento che senza editori non esisterebbe. E mentre la Fondazione del Salone, come dichiara la presidente Giovanna Milella, si prepara a un’edizione che vuole essere un “rilancio di una manifestazione che è il più grande evento italiano dedicato al mondo del libro, e tra i più importanti del panorama internazionale”, i piccoli e i grandi editori si uniscono per salvaguardarne l’integrità, dimostrando con i fatti la partecipazione attiva dichiarata da Motta.

Il capofila è Gaspare Bona, editore di Instar Libri, che in una lettera aperta invita la Fondazione e gli istituti bancari aderenti “a fare ogni sforzo per garantire un futuro adeguato al Salone del Libro, così come tutti insieme lo abbiamo costruito in questi anni”. Tra i firmatari Chiarelettere, Longanesi, Minimum Fax, Sellerio a dichiarare il proprio sostegno a un evento che, come ricorda Bona, “non è solo una fiera commerciale, ma […] una delle manifestazioni culturali più importanti in Italia e nel mondo”. Reazione sintomatica di un settore che non ci sta a farsi schiacciare dalla crisi, ma che, per quanto sia vincolato dall’economia del paese, crede fermamente nel valore della cultura e delle manifestazioni che dovrebbero essere un punto fermo per i lettori e gli editori d’Italia.

Federica Colantoni

Federica Colantoni

Federica Colantoni nasce a Milano nel 1989. Laureata in Sociologia all’Università Cattolica nel 2013, pochi mesi dopo inizia il percorso di formazione in ambito editoriale frequentando due corsi di editing. Da dicembre 2014 collabora con la rivista online Cultora della quale diventa caporedattrice. Parallelamente pubblica un articolo per il quotidiano online 2duerighe e due recensioni per la rivista bimestrale di cultura e costume La stanza di Virginia.

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