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Come funziona il sistema delle recensioni e dei commenti ai libri su Amazon

Valentina Pudano di Valentina Pudano, in Editoria, Media, del

Se un tempo le recensioni positive da parte di stimati critici della letteratura potevano in effetti costituire un vantaggio per le case editrici, che vedevano incrementare le vendite del titolo recensito, nell’ultimo decennio la situazione è di certo cambiata e vede un proliferare di recensori in contesti che permettono e incoraggiano la loro attività come Amazon Libri. Recensori improvvisati ma ritenuti, in fin dei conti, affidabili al momento dell’acquisto. Le recensioni sono permesse su Amazon per qualsiasi categoria di prodotti, libri digitali e cartacei inclusi. L’influenza che queste recensioni hanno sulle vendite è sostanziale. Ma è possibile fidarsi dei giudizi espressi sulla piattaforma dell’azienda?

La questione è parecchio spinosa. Non più di qualche mese fa, Amazon è stato costretto a riformulare le normative relative alle recensioni in seguito alla ricerca della società ReviewMeta, che aveva dimostrato come le cosiddette recensioni “incentivate”, ovvero quelle scritte in cambio dell’offerta da parte del venditore del prodotto gratis, contenessero una valutazione molto più positiva. Non solo: nell’ultimo anno il caso delle recensioni false era giunto all’attenzione di Amazon stesso, che era addirittura arrivato a denunciare più di mille utenti e a far causa a tre rivenditori, rei di aver pagato per ottenere giudizi a cinque stelle.

Dunque, per risolvere il problema di una sempre minore affidabilità dei commenti ai prodotti, Amazon ha introdotto alcune modifiche: ha eliminato molte recensioni incentivate di clienti “non verificati” (ovvero che non hanno necessariamente acquistato il prodotto), ha cambiato l’algoritmo di visualizzazione delle recensioni ponendo le più recenti e verificate in evidenza, ha imposto un limite massimo di cinque recensioni a settimana per utente e ha creato un servizio clienti apposito per quei recensori che, esprimendo giudizi negativi, si trovano ad affrontare produttori aggressivi. Nonostante questi cambiamenti, le recensioni incentivate non sono del tutto sparite, tuttavia sono controllate da Amazon attraverso il programma Vine, in cui è la stessa azienda a individuare e invitare recensori affidabili senza incoraggiare, a suo dire, commenti positivi.

Tutto molto bello, se non fosse per un piccolo particolare: i libri, insieme a musica e film, sono rimasti esclusi dalla revisione della normativa. Quindi, nessun controllo sulle recensioni incentivate, nessuna garanzia per il lettore. Non è chiaro quale sia il motivo di quest’esclusione, considerata la serietà del problema e la frequenza di casi eclatanti.

Lo scorso novembre, ad esempio, sulla stampa americana ha fatto discutere la vicenda connessa all’uscita su Amazon del libro di memorie della presentatrice televisiva Megyn Kelly, nota al pubblico statunitense, attaccata in pochissimo tempo da una pioggia di recensioni ad una stella su cinque perché esprimeva posizioni anti-Trump; gli utenti che avevano commentato negativamente il libro non erano verificati. Altra questione, poi, quella dell’attendibilità delle recensioni. Nella prima libreria fisica aperta da Amazon a Seattle, sotto i libri in vendita viene esposta un’etichetta che segnala il voto presente online; un libro come Lolita di Vladimir Nabokov, comunemente ritenuto un capolavoro, ha 4,2 stelle su 5 (e sul catalogo italiano sono ancora meno: 3,9 su 5).

Una stortura di questo genere produce risultati poco fruttuosi per i lettori, che tendono a fidarsi dei giudizi scritti da recensori non meglio identificati. Il meccanismo incoraggia, tra l’altro, un mercato delle recensioni, mettendo in difficoltà le piccole case editrici. La questione dovrà di sicuro essere affrontata da Amazon in futuro, altrimenti i casi imbarazzanti saranno sempre di più, com’è accaduto in passato con altre categorie di prodotti.

Valentina Pudano

Valentina Pudano

Laureata in Studi sull'Europa orientale e la Russia, Valentina coltiva da sempre la passione per la lettura, la scrittura e le lingue straniere, in particolare il russo e l'inglese. Ha scritto per vari siti d'informazione (Cronache Internazionali, Russian Art&Culture, onuitalia.it) e da febbraio 2017 è parte della redazione di Cultora. Profilo Linkedin: www.linkedin.com/in/vpudano/

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