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I motivi per cui Facebook teme l’ascesa di Telegram

Vincenzo Tiani di Vincenzo Tiani, in Viaggio, del

Facebook teme l'ascesa di Telegram

Due sono gli indizi che fanno pensare a un timore di Facebook per l’ascesa di Telegram, che proprio recentemente ha dichiarato di aver raggiunto i 100 milioni di utenti giornalieri. Uno ce lo dà Instagram, l’altro viene dai rumors della prossima conferenza di facebook per gli sviluppatori.

1. Instagram (e Facebook) VS Telegram

La prima è che Instagram, di proprietà di Facebook, non permette più di mettere nel campo “website” del proprio profilo il link ad alcuni social network. La cosa sospettosa però è che mentre non è un problema inserire un link a Facebook, Twitter o LinkedIn, la novità vale solamente per Snapchat e Telegram.

A denunciarlo è stato proprio l’account twitter di Telegram, con un paio di screenshot che denunciano come non sia possibile inserire un link ai canali telegram. Ma non è tutto. Anche su Whatsapp, se nelle chat si digita telegram.org o l’indirizzo di un canale telegram, questi non diventano linkabili come gli altri siti.

Cos’hanno in comune Snapchat e Telegram?

Snapchat è il servizio di messaggistica istantanea nato nel 2011 per scambiarsi testi e foto che restano visibili per un numero limitato di secondi una volta letti. Nel 2013 Facebook lanciò un’offerta miliardaria per acquistarli, offerta che Snapchat rifiutò. Pur non avendo i numeri di facebook i suoi utenti sono in crescita, oltre 100 milioni, e l’applicazione è molto gettonata tra i teenager. Insomma una spina nel fianco del gigante blu.

Telegram è il servizio di messaggistica istantanea nato nel 2013 dall’idea dei fratelli russi Durov, venuto alla ribalta dei più quando 2 anni fa Whatsapp andò offline per alcune ore. Ad oggi risulta usato da oltre 100 milioni di utenti per un totale di 15 miliardi di messaggi scambiati al giorno e un incremento giornaliero di 350.000 utenti.

Se Snapchat ha rifiutato l’offerta che non si poteva rifiutare, notizia che Mark non deve aver preso benissimo, Telegram è forse il diretto concorrente al dominio di facebook. Con le acquisizioni di Instagram e Whastapp, e col suo Facebook Messenger, facebook controlla di fatto una larghissima fetta delle comunicazioni che ogni giorno vengono scambiate nel mondo. Per quanto possa contare su oltre un miliardo di utenti, la crescita di Telegram potrebbe costituire nel lungo periodo un ostacolo non da poco in quella che si può considerare la nuova guerra fredda 2.0, tra il Golia americano e il Davide russo.

Perché Telegram è diverso da facebook

Benché ancora non comprenda la possibilità delle chiamate, Telegram da subito si è dimostrato diverso. Open source, gratuito, sicuro.

Diversamente da WhatsApp, Telegram è un servizio di messaggistica basato sul cloud con sincronizzazione istantanea. Il risultato ti permette di accedere ai tuoi messaggi da diversi dispositivi contemporaneamente, inclusi tablet e computer, e condividere un numero illimitato di foto,video, file (doc, zip, mp3, etc.) con dimensioni fino a 1,5 GB per ogni documento. E se non vuoi salvare dati nel tuo dispositivo, puoi sempre tenerli nel cloud.

Grazie alla nostra infrastruttura con più data center e alla nostra crittografia, Telegram è anche più veloce e molto più sicuro. Oltretutto, Telegram è gratuito e lo sarà per sempre — nessuna pubblicità, nessun costo di abbonamento, per sempre.

La nostra API è aperta, e gli sviluppatori che creano la propria app di Telegram sono i benvenuti. Abbiamo anche un’API per i Bot, una piattaforma per sviluppatori che consente a ognuno di creare strumenti personalizzati per Telegram.

E questo è solo la punta dell’iceberg. Non dimenticarti di controllare questo paragrafo per funzioni ancora più esclusive.

E poi ancora:

[…] Considerando che i gruppi di Telegram possono avere fino a 1000 membri, supportiamo le risposte, menzioni e hashtag che aiutano a mantenere in ordine e rendere efficienti le comunicazioni nei gruppi con molti membri.

Nel caso in cui tu sia un appassionato di foto, Telegram ha la ricerca di gif animate, un editor di foto stupendo e una piattaforma di sticker aperta. […]

[…] E se vuoi segretezza, usa le nostre Chat Segrete specifiche per ogni dispositivo con autodistruzione di messaggi, foto e video — e blocca la tua app con un codice addizionale.

2. L’invasione dei roBOT

l'invasione dei robot

l’invasione dei robot

Essendo una piattaforma aperta agli sviluppatori, chiunque oggi può lavorare con Telegram per sviluppare nuove soluzioni e questo per le aziende, e non solo, è sempre una marcia in più rispetto ad uno strumento chiuso come Whastapp o Facebook Messenger. Su Telegram non solo si possono aprire canali, dove si può seguire, tipo twitter, un brand o un utente, che ha la possibilità quindi di parlare al suo “pubblico”, ma si possono creare Bot (da roBot). Con questi, sfruttando dati aperti, si possono creare dei veri e propri servizi, con risponditori automatici, per sapere ad esempio qual è l’orario dei cinema o delle farmacie aperte a Cosenza. Qui potete trovare ad esempio l’elenco gratuito dei bot rilasciati da Piersoft, avanguardista in questo, che ha creato tra gli altri il bot del Vangelo e della Divina Commedia oltre ad altre legate al turismo, o che forniscono le ricette tipiche del territorio. Attualmente infatti non esiste ancora una sorta di store ufficiale di Bot.

Ed è proprio questa l’altra cosa che sta impensierendo Mark. Non a caso, in attesa della conferenza F8 per gli sviluppatori del prossimo aprile, si vocifera già che anche fb Messenger si stia lanciando in questo ramo dalle immense potenzialità. Pensate infatti a come le aziende potrebbero usarli per fornire risposte automatiche per assistenza al cliente, direttamente dalla chat di messenger, senza uscire da facebook.

La guerra fredda 2.0 è appena iniziata.

Vincenzo Tiani

Vincenzo Tiani

Diviso tra copyright e copywrite, seguo le tematiche del diritto di internet e della comunicazione online. Ora a Bruxelles per un Master Avanzato in Proprietà Intellettuale e Diritto dell'ICT. A Whead.it mi occupo di Digital Communication, l'altra mia grande passione.

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