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Cosa si nasconde dietro il successo di una serie TV?

Redazione di Redazione, in Serie tv, del

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Viviamo nell’epoca d’oro della televisione. Storicamente il medium televisivo è sempre stato considerato inferiore al cinema, una forma di intrattenimento per le masse mentre il cinema era percepito come una forma d’arte. Ma il successo della serialità televisiva ha rivalutato il medium, e la trasformazione in fenomeni virali di alcune serie ha spinto molti attori di cinema a confrontarsi con la televisione. L’esempio più clamoroso è forse quello di Kevin Spacey e il suo Frank Underwood in House of Cards, ma si potrebbe citare anche Eva Green e Timothy Dalton in Penny Dreadful o Matt Dillon e Carla Gugino in Wayward Pines. E la lista potrebbe continuare.

La durata nel tempo di una serie, la sua stagionalità, rende il lavoro di produzione particolarmente arduo. Le figure coinvolte non sono diverse da quelle di un film, attori, truccatori, stilisti, sceneggiatori, curatori degli effetti speciali e delle colonne sonore e così via sono parte di entrambe le produzioni, ma questi ruoli non sono mai fissi. Anche una figura fondamentale come quella del regista, che nei film garantisce la coerenza e la continuità oltre alla validità tecnica del prodotto, non è mai la stessa. Un esempio su tutti, alle riprese delle cinque stagioni del Trono di Spade, cinquanta episodi in tutto, si sono alternati sedici registi diversi. Come garantire la coerenza nella produzione e il mantenimento di una traccia stilistica?

La risposta è lo show runner, e poche volte un termine è stato così azzeccato. Lo show runner è ideatore, sceneggiatore, regista aggiunto, responsabile del personale, con il potere di assumere o licenziare i vari membri della troupe, si occupa del casting, di assumere i registi e gestisce il budget. È il capo indiscusso della produzione, e senza di lui la macchina si ferma. Per citare ancora il Trono di Spade, è noto che George Martin incontrò i due ideatori della serie, David Benioff e D. B. Weiss, e acconsentì al progetto solo se i due avessero dedotto l’identità della madre di Jon Snow. Benioff e Weiss sono i due ideatori della serie e nessun altro, sono loro a far andare avanti il progetto, con i soldi forniti dalla HBO che finanzia la produzione.

I problemi nascono quando il prodotto non funziona: se la serie non ha successo e la produzione va in perdita, sono i primi a pagarne le conseguenze. Anche per questo il lavoro di squadra è essenziale, ogni scelta viene valutata attentamente e lo show runner si intromette nel lavoro degli altri membri della squadra quando necessario, per assicurare la qualità del prodotto finale ed evitare cambiamenti inopportuni da un episodio all’altro. La maggior parte delle serie non va oltre il primo episodio: se non viene apprezzato dai distributori, cioè i canali televisivi, il progetto viene scartato.

Ad oggi, lo show runner è diventato il ruolo più ambito, scalzando forse la figura del regista, sia per la fama che deriva da una serie di successo sia per il ritorno economico. Lo show runner viene pagato in base ai diritti, alle percentuali di share e dai ratings, ma per serie tanto popolari, le royalties sono garantite a vita, e le cifre sono elevatissime. I veri signori della televisione sono loro: definiscono un progetto, lo propongono, lo realizzano da soli, e se il grande pubblico continuerà a collegare il volto di Kevin Spacey a House of Cards, il responsabile del successo è Beau Willimon, con buona pace degli spettatori.

Redazione

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