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Collana Solaris: i successi della fantascienza russa tornano in libreria

Avatar di Francesca Satriani, in Letteratura, del

C’era un ristretto gruppo di appassionati nell’Agorà uno, a Cartoomix, sabato scorso: che la fantascienza sia un genere per pochi fedeli cultori è storia nota anche se tutta da dimostrare. L’argomento di quel pomeriggio verteva sulla fantascienza russa e dei paesi ex-sovietici, come a dire: la nicchia della nicchia.
Ma è una premessa che pecca di pregiudizi e approssimazione, come il presupposto per cui la science fiction sia quel filone narrativo che parla solo di conquiste di altri pianeti, scontri tra uomini e robot e viaggi intergalattici.

Agenzia Alcatraz e Tsunami edizioni presentano Solaris

Di questo e altro si è parlato, per quasi un’ora, nel corso della presentazione della collana Solaris, nata dalla collaborazione tra Agenzia Alcatraz e Tsunami Edizioni, un marchio editoriale che sulla costruzione di una nicchia (la musica) nella nicchia (hard rock e metal) ha costruito la propria identità.
Presenti all’incontro, moderato da Alex Pietrogiacomi dell’ufficio stampa di Tsunami, i rappresentati del Kollektiv Ulyanov, un collettivo di traduttori specializzati in opere della letteratura russa, fondato da Stefano Giorgianni, curatore della collana.

I primi titoli della collana Solaris

Solaris nasce con l’obiettivo di riportare in Italia titoli che ormai mancavano da molto tempo: L’Uomo anfibio di Aleksandr Beljaev, Stella Rossa e Ingegner Menni di Aleksandr Bogdanov, sono i primi tre titoli selezionati dai curatori.
Le opere usciranno in una versione, seppur fedele all’originale, rinnovata a livello lessicale perché «sono opere scritte nei primi anni del Novecento» spiega Giorgianni «che hanno visto la loro ultima pubblicazione negli anni Ottanta e, per molto tempo, sono rimaste fuori dal circuito librario italiano.»
Come anche Aelita, di Aleksej Nikolaevič Tolstoj, il prossimo titolo in programmazione.

«L’idea era quella di proporre ai lettori nuove traduzioni, con un linguaggio più moderno» racconta Giorgianni «e svecchiare i testi per un pubblico più giovane che magari non conosce questi autori o li conosce solo tramite lo studio universitario.»
Anche la grafica è stata parte integrante nel progetto di svecchiamento: la realizzazione delle cover della collana è affidata a Luca Solo Macello, che ha conferito una veste grafica di grande forza ai testi, che si andrà modificando e costruendo in corso d’opera.
«In questi giorni» spiega Alex Pietrogiacomi «è in uscita una versione di Stella Rossa pubblicata con una variant cover proposta dall’artista, che si potrà trovare in edizione limitata nelle librerie.»

La scelta delle opere

«Quando siamo usciti con L’uomo anfibio, di Aleksandr Beljaev lo abbiamo fatto in concomitanza all’uscita del film La forma dell’acqua di Guillermo del Toro» racconta Stefano Giorgianni. «Il regista non lo ha mai ammesso ma il romanzo di Beljaev sembra essere l’unica fonte letteraria del film, e la questione ha acceso le discussioni sui social, tra gli appassionati del settore, per molti giorni dopo l’uscita nelle sale.»
La scelta di Stella Rossa di Bogdanov ha avuto un altro percorso.
«Avevamo lavorato alle traduzioni russe di alcune parti del romanzo di Wu Ming, Proletkult, che includono degli spezzoni di Stella Rossa. L’idea di riproporlo sul mercato italiano, da cui era uscito diversi anni fa, è nata in quell’occasione.»

Fantascienza russa: peculiarità di un genere

La natura poliedrica degli scrittori russi ha impresso a questa letteratura uno stile caratteristico. «Subivano l’influenza della fantascienza europea, ma riuscivano a far confluire nelle loro opere elementi che appartenevano alle correnti politiche e filosofiche della Russia di quegli anni.
«La vita politica era molto ricca, e questo ha dato un contributo eccezionale a quelle opere. Stella Rossa, per esempio, è piena di riferimenti alla rivoluzione del 1905 e lo sguardo di Bogdanov riesce ad andare oltre, prospettando in maniera lungimirante quello che questa rivoluzione avrebbe comportato.»

«nell’Uomo Anfibio, del 1920» continua Stefano Giorgianni «il protagonista nuota in un mare già visibilmente inquinato. Ogni tanto deve risalire in superficie, perché non riesce a respirare. I protagonisti delle opere (i loro scrittori) mettono al centro una questione ambientale di cui si sarebbe parlato solo molti anni più tardi. I marziani di Bogdanov si trovano in una situazione in cui è facile, per noi lettori di oggi, identificarsi: le risorse scarseggiano, i cataclismi stanno consumando il pianeta e loro vanno alla ricerca di un altro ambiente dove riuscire a prosperare.»

Parlano di mutanti, marziani e mondi nuovi, ma quello che arricchisce i titoli che usciranno per la collana Solaris è la profondità della riflessione filosofica ed esistenziale presente in queste opere.

Grecismi e anacronismi: il difficile lavoro di traduzione per la collana Solaris

Il lavoro del Kollektiv Ulyanov ripropone una traduzione delle opere riadattate per il lettore di oggi, ma, sottolineano i curatori, partendo sempre dalla versione originale in lingua russa.
«Beljaev ha una scrittura scorrevole. Gestisce la narrazione di avventura con maestria e non a caso molti lo definiscono il “Jules Verne della Russia”» spiega Stefano Giorgianni.
«Bogdanov ha invece una scrittura più densa, che ha richiesto un grande impegno non tanto nel tradurre, quanto nel rendere scorrevoli i suoi testi che risultano impegnativi già nella lingua originale. È stato lo scoglio più grande da superare: sono romanzi di duecento pagine ma c’è dentro materiale per riempirne almeno cinquecento, e la centralità della riflessione filosofica può risultare poco digeribile al lettore di oggi.
«Nella traduzione di alcuni termini abbiamo cercato una continuità con Wu Ming: per tradurre Eteronev, che è un grecismo, loro hanno adottato eteronave, e noi abbiamo fatto lo stesso. Per definire la materia propulsiva, invece, loro volevano usare antimateria ma era anacronistico.
Siamo stati noi a suggerire materia minus, in quel caso, termine che hanno scelto di utilizzare anche loro in Proletkult.

Articolo a cura di liberlibero.it

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Francesca Satriani

Francesca Satriani è nata a Roma e vive a Piacenza da diversi anni. Lavora come editor e consulente editoriale per privati e case editrici: liberlibero.it è il blog che ha creato pochi anni fa, su cui scrive articoli e promuove la sua attività. Di notte, quando non dorme, scrive racconti e romanzi horror, e di fantascienza. Quando torna sulla terra si occupa di progetti di comunicazione aziendale, come copywriter e seo editor.

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