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Carrà e Martini. Mito, visione e invenzione. L’opera grafica

di Viviana Filippini, in Arte, Blog, del

Carrà e Martini. Mito, visione e invenzione. L’opera grafica” è la mostra con la quale riparte la stagione espositiva del Museo del Paesaggio a Verbania.  Nella mostra sono presenti una serie di opere (90 in tutto) provenienti dalla collezione del Museo e da una collezione privata milanese.

L’esposizione è stata allestita negli spazi di Palazzo Viani Dugnani a Verbania e resterà aperta fino al 3 Ottobre. Qui saranno esposte opere di grafica di Carlo Carrà e Arturo Martini, due artisti che con le loro nuove forme espressive di arte influenzarono il linguaggio della pittura e scultura del Novecento. La mostra è a cura di Elena Pontiggia e di Federica Rabai, direttore artistico e conservatore del Museo.

Carlo Carrà e la grafica 

Per quanto riguardo la produzione artistica di Carlo Carrà (1881-1966)la mostra presenta quasi 50 tra acqueforti e litografie a colori, che comprendono tutti i più importanti risultati raggiunti dall’artista con queste tecniche. Carrà cominciò a dedicarsi alla incisioni – in particolare usa la tecnica dell’acqua forte- tra il 1922-23, ma fu nel 1924 con gli insegnamenti di Giuseppe Guidi, che Carrà cominciò a concentrarsi in modo massiccio all’incisione fino al 1928. Lo stile delle incisioni di Carrà, è caratterizzato da un segno sintetico, duro, capace di esprimere il suo mondo di figure e luoghi sottratti al tempo, dove i soggetti scelti sono le persone e i paesaggi.


Carlo Carrà, La figlia dell’Ovest o La fanciulla dell’Ovest 1919-1949

Fase seconda 1944-64

Nella seconda fase con protagonista l’incisione- dal 1944 al 1964- Carrà torna a dedicarsi alla grafica usando in particolare la litografia in bianco e nero e a colori raggruppando per temi i suoi lavori come paesaggi, richiami al futurismo e soggetti (maschere inquietanti). Per Carrà l’incisione non è solo una nuova sperimentazione ma è una tecnica che lo porta ad un completo ripensamento della sua pittura, con alcuni suoi capolavori rifatti con acqueforti e litografie: Simultaneità futurista alle Figlie di Loth, dal metafisico Ovale delle apparizioni al Poeta folle.

Arturo Martini dalla scultura alla pittura e alla grafica

Arturo Martini (1889-1947) si avvicinò alla pittura negli anni Trenta del 1900 e pian piano imparò la tecnica e a trovare un proprio stile pittorico che prese luce nella prima mostra pittorica dell’artista tenutasi nel 1940 alla Galleria Barbaroux di Milano. Nella mostra di Verbania sono presenti 40 opere realizzate tra il 1921 e il 1945 dove dai disegni a matita (Il circo del 1921) si passa a opere che ricordano l’affresco, fino alle sculture e alle incisioni del 1935, eseguite a Belvio in provincia di Como.

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Arturo Martini,Viaggio d’Europa – La profezia di Clori 1942

Disegni e sculture

Presenti nella mostra anche 11 disegni preparatori del 1942, dedicati al Viaggio d’Europa per l’illustrazione dell’omonimo racconto di Massimo Bontempelli, e un gruppo di incisioni realizzate a Venezia tra il 1944-45 da Martini per l’illustrazione della traduzione italiana dell’Odissea a cura di Leone Traverso, pubblicate solo postume negli anni ‘60. Qui Martini sperimentò i cosiddetti materiali “poveri” e linguaggi poveri, che lo portarono alla realizzazione di opere al limite tra immagine e pura suggestione timbrica. Le opere vennero pubblicate postume soltanto nel 1960 e sono tra le prove più convincenti della grafica martiniana.

Nell’esposizione di trovano anche dieci sculture come La famiglia degli acrobati, Can can, Adamo ed Eva, Ulisse e il cane, Testa di ragazza, Busto di ragazza e tre tele: Sansone e Dalila, La siestaePaesaggio verde. Queste opere sono importanti perché che evidenziano la differenza tra disegno e il risultato finale delle opere, che si dimostrano pezzi unici di grande valore storico e artistico. (Viviana Filippini)

INFORMAZIONI

Mostra: “Carrà e Martini. Mito, visione e invenzione. L’opera grafica”

Sede espositiva: Museo del Paesaggio Palazzo Viani Dugnani, Via Ruga 44 – Verbania Pallanza

Periodo di apertura: 13 giugno – 3 ottobre 2021

Orari: da martedì a venerdì dalle 10.00 alle 18.00, sabato e domenica dalle 10.00 alle 19.00. Lunedi chiuso.

Ingresso Intero 5€, Ridotto 3€ (il biglietto dà diritto alla visita della mostra, della pinacoteca e della gipsoteca Troubetzkoy)

Per informazioni:Museo del Paesaggio – Tel +39 0323 557116  segreteria@museodelpaesaggio.it

www.museodelpaesaggio.it

Ufficio Stampa Nazionale:

Lucia Crespi, tel. 02 89415532 – 02 89401645, lucia@luciacrespi.it

Catalogo:

Edito dal Museo del Paesaggio 

Viviana Filippini

Viviana Filippini (Orzinuovi –Bs-, 1981) è giornalista pubblicista e collabora dal 2007 con il quotidiano «Giornale di Brescia» come corrispondente esterno. Si è laureata in Dams (Cinema e audiovisivi) alla Facoltà di Lettere e Filosofia all’Università Cattolica di Brescia con una tesi sul Bildungsroman (Romanzo di formazione), scrive di libri su blog letterari e culturali (Liberi di scrivere, Sul romanzo). Dal 2015 ha un blog dedicato all’arte (Art in Pills) sul portale Cultora.it. Tiene corsi di Scrittura creativa, di Riscoperta dei Classici della letteratura e di Storia del Cinema. Ha fatto la speaker radiofonica. Ha curato le antologie di Racconti bresciani(Vol I, II, III, IV, V) per Historica edizioni, 2015 Cesena, e scritto Brescia segreta. Luoghi, storie e personaggi della città, Historica, 2015 Cesena e la storia per ragazzi Furio e la Beata Paola Gambara Costa, illustrata da Barbara Mancini, ebm edizioni, Manerbio 2015. A passo sospeso. The Floating Piers Christo & Jeanne Claude, Temperino Rosso, Brescia 2016. Onte il Camaleonte, ed. Arpeggio libero, 2017. Illustrazioni di Daisy Romero.

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