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BookCity Milano: il sigillo della città va a Isabel Allende

Avatar di Manilyn Monfredo, in Letteratura, del

Isabel Allende

Dal 22 al 25 ottobre Milano si è trasformata in un centro culturale grazie all’iniziativa Book City, in italiano Città-Libro, promossa dal Comune stesso e da un comitato promotore, di cui hanno fatto parte: Fondazione Rizzoli “Corriere della Sera”, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, Fondazione Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri.
Ad affiancarli c’erano anche l‘AIE (Associazione Italiana Editori), l’AIB (Associazione Italiana Biblioteche) e l’ALI (Associazione Librai Italiani).

In vari luoghi d’arte della città si sono tenuti incontri, interviste e presentazioni di scrittori e membri del sistema dell’editoria, per promuovere la lettura come valore in sé e Milano come città editoriale nel panorama turistico internazionale.

 

Non è un caso quindi che a inaugurare l’evento la prima sera del 22 sia stata la scrittrice peruviana Isabel Allende, famosa soprattutto per i suoi romanzi La casa degli spiriti (1983), La città delle bestie (2002) e Il quaderno di Maya (2011). Le sue storie sono spesso autobiografiche, ma parla anche di vite di altre donne, crudamente realistiche o talvolta che s’incrociano col mito.
In questa occasione ha presentato il suo libro L’amante giapponese (2015), ha parlato di sé e il sindaco di Milano Pisapia le ha consegnato il sigillo della città “per le sue opere e per l’impegno solidale e umanitario che ha sempre dimostrato, aiutando le comunità più povere e bisognose non solo del suo Paese, ma di tutto il mondo”.

Si ricordi ad esempio che nel 2000 ha partecipato alla campagna di sensibilizzazione mondiale “Respect” promossa dall’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite.

Ma il sindaco non si è limitato solo a questo. “Isabel Allende ha conquistato milioni di lettrici e di lettori in tutto il mondo. E ha conquistato Milano, la città della sua casa editrice italiana, Feltrinelli. Nel corso degli ultimi venticinque anni, a Milano non è mai mancata la sua presenza. Memorabile, nel 1998, l’incontro con le lettrici e i lettori in un grande magazzino della città: fuori una coda di centinaia di persone in attesa di un suo autografo, di una stretta di mano, di una parola.”

Amata dai milanesi l’Allende, ma in fondo già nel 2007 è stata insignita della laurea honoris causa in lingue e letterature moderne euroamericane all’università di Trento. Si deduce quindi un amore intenso per l’Italia in sé.

Intanto il 22 ottobre i suoi fan si sono fatti sentire anche sui social. Ad esempio su twitter, dove ragazzi e adulti di ogni età commentavano in diretta o a posteriori la sua intervista.

#IsabelAllende con il suo carisma, la sua simpatia, la sua eleganza e il suo amore di madre è un esempio da seguire. Grazie @BOOKCITYMILANO (@MarellaDAvino)

Mi piacciono le donne che piangono. Su Paula #IsabelAllende si commuove di nuovo @BOOKCITYMILANO @feltrinellied #bcm15 (@annaritab72)

allendebanderas

E non solo i suoi lettori, ma anche la sua casa editrice italiana, Feltrinelli, ha raccontato il momento con i tweet.

La scrittura aiuta a mettere ordine e a capire la realtà. Oggi 22 ottobre è compleanno di Paula #IsabelAllende @BOOKCITYMILANO #bmc15 (@feltrinellied)

Una donna amata, dal pubblico e dalle istituzioni, conosciuta e stimata attraverso le pagine dei suoi libri. Chi se non lei può essere l’ambasciatrice del concetto di cultura condivisa globale?

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Manilyn Monfredo

Laureata in Relazioni Pubbliche all'Università di Udine, attualmente è stud.ssa del master in Valorizzazione Turistica dei Beni Ambientali e Culturali. Ha collaborato col Messaggero Veneto e attualmente scrive, oltre che per Cultora, su un suo blog personale culturale. Ama la musica (ha infatti frequentato il corso musicale al liceo Stellini di Udine), i libri e il teatro. Motto: prima vivi, poi scrivi.

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