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Biblioshare per le comunità di lettori di quartiere

Avatar di Manilyn Monfredo, in Letteratura, del

biblioshare

Il bookcrossing è un fenomeno che consiste nello scambio di libri tra persone. Solitamente ci sono dei luoghi, come box, armadietti o librerie allestite in punti diversi delle città dove chi vuole può lasciare un libro che non legge più e prenderne un altro, e nei casi più organizzati ogni libro ha un codice da immettere sul sito per scoprire e leggere i commenti di chi l’ha letto prima.
Ciò che accomuna questo fenomeno è uno scambio dilazionato nel tempo. L’idea può creare una comunità virtuale tra persone che non si conoscono, provenienti anche da città distanti chilometri e chilometri, ma Biblioshare non tratta di questo.

Il principio di questo sito è fornire una piattaforma virtuale per lettori che vivono nello stesso quartiere affinché si mettano d’accordo online e poi s’incontrino face to face dove fa più comodo a loro. Inoltre lo scambio del libro non è perenne, ma si parla di vero e proprio prestito. Il tempo è limitato, come in biblioteca, e infatti Biblioshare deriva da biblioteca e condivisione.
I movimenti sono gestiti da un’amministrazione capo che, in caso di problemi, può intervenire o addirittura escludere chi ha commesso l’infrazione di non restituire il libro nei tempi richiesti o danneggiarlo.

manifesto

Come già detto, questo sistema può aiutare a costruire o ricostruire una comunità di lettori in un luogo ristretto. Volendo andare in là con la fantasia, si può pensare anche a gruppi di lettura o club del libro di quartiere.

L’idea, lanciata da Paolo Pisani a febbraio, per ora è attivo in due comuni del milanese: Rogoredo Santa Giulia e San Donato Milanese, ma altre community stanno nascendo sempre nella regione. Per ora gli iscritti sono 150 e i libri a disposizione 9.000. Considerando che non c’è alcuna app e che si basa tutto sul passaparola, con il giusto aiuto Biblioshare potrebbe allargare la sua portata a livello nazionale. Dipende dagli iscritti.

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Manilyn Monfredo

Laureata in Relazioni Pubbliche all'Università di Udine, attualmente è stud.ssa del master in Valorizzazione Turistica dei Beni Ambientali e Culturali. Ha collaborato col Messaggero Veneto e attualmente scrive, oltre che per Cultora, su un suo blog personale culturale. Ama la musica (ha infatti frequentato il corso musicale al liceo Stellini di Udine), i libri e il teatro. Motto: prima vivi, poi scrivi.

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