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Benvenuti a Laino, il piccolo comune lombardo con la più alta spesa in cultura

Redazione di Redazione, in Arte, Viaggio, del

Benvenuti nel paese della Cultura. E non è il solito slogan ripetuto a sostegno di false opportunità. Questa volta siamo davvero dinanzi a una situazione reale che, secondo il nostro personale giudizio, dovrebbe essere la normalità. Tuttavia, si sa, in Italia notizie come questa rappresentano l’eccezione e mai la regola.

Siamo a Laino, un piccolissimo comune lombardo di 500 residenti in provincia di Como, le cui case vuote, dovute all’emigrazione di massa degli ultimi anni, non hanno mai rappresentato un problema per il paese che ama definirsi «piccolo centro turistico e agricolo, situato su un vasto altipiano». Ed è sorprendente sapere che per ciascuno dei suoi abitanti, il Comune ha investito in un anno ben 1.416 euro per la cultura, la spesa più alta di tutta la Lombardia e la terza in assoluto in Italia.

I dati, pubblicati da Openpolis, sono riferiti ai bilanci comunali del 2014. Il primo pensiero, davanti ad una cifra tanto elevata, è che ci sia un errore. «Nessuno sbaglio, i numeri sono corretti», chiarisce subito il sindaco Cipriano Soldati, che guida di fatto il paese dal 1990.

Laino, grazie a interventi mirati e consapevoli, sale sul podio lombardo dei virtuosi della cultura assieme a Valtorta (Bergamo) e Tronzano Lago Maggiore (Varese), ma vince per distacco, perché la spesa dei diretti inseguitori si ferma rispettivamente a 433 e 320 euro pro capite. L’investimento medio per abitante nelle maggiori città italiane, per dare un’idea, si attesta attorno a 60 euro. Milano, quarantesimo posto regionale, si ferma a 69 euro.

Ma cosa rende Laino “il paese della Cultura”? E quali sono le iniziative promosse che hanno permesso al piccolo borgo di raggiungere questo insolito primato? Innanzitutto, Laino viaggia in controtendenza. In un paese in cui è rimasto un solo negozio di alimentari, ci sono ben sette associazioni – dai cacciatori alla banda passando per la squadra di calcio e i combattenti e reduci –, un campo sportivo, la biblioteca, una sala polivalente per feste, pranzi e cene, assemblee e proiezioni di film.

«Da anni facciamo il possibile per vivacizzare il paese, per organizzare iniziative ed eventi per i cittadini, soprattutto dando spazio alle associazioni», dicono Soldati e De Maria.

Ma feste ed eventi non bastano a giustificare investimenti tanto importanti per la cultura. Uno dei progetti più importanti è iniziato, difatti, con l’acquisto e il recupero di Palazzo Scotti, uno tra i monumenti architettonici più importanti della Valle Intelvi. Un progetto da oltre 3 milioni di euro che darà alla luce un vero e proprio museo virtuale, che diverrà la sede del Centro studi magistri cumacini.

«Pensiamo di portare in paese storici, artisti, studiosi e turisti. Abbiamo un accordo con la Curia e diventerà anche la sede degli archivi parrocchiali».

I residenti di Laino si stupiscono del primato, ma sembrano soddisfatti. Il sindaco conosce tutti per nome. E scambia due parole con chiunque incontri per strada. Pochi tra i cittadini hanno un lavoro in paese e tra i giovani c’è chi preferisce trasferirsi altrove, ma nonostante tutto il numero di abitanti non è crollato. La scuola elementare funziona nonostante il numero ridotto di iscritti e per l’anno prossimo la prospettiva è di una crescita significativa degli alunni.

Insomma, promuovere la Cultura a volte può essere l’unico modo – vincente – per restituire nuova vita anche a contesti ridotti che, nell’era della globalizzazione, avrebbero poche chance di sopravvivenza. E invece c’è chi riesce nelle imprese più ardue. Buona fortuna, Laino, e ad maiora.

Redazione

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