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Art in Pills e storiuncole, l’arte di Max Beckmann a Mendrisio

Viviana Filippini di Viviana Filippini, in Arte, Blog, del

Max Beckmann. Dipinti, sculture, acquerelli, disegni e grafiche a Mendrisio

Max Beckmann (1884-1950) fu uno dei più importanti esponenti dell’arte moderna, al pari di artisti come Picasso e Matisse. A Beckmann e al suo fare arte è dedicata una mostra al Museo d’arte di Mendrisio, fino al 27 gennaio 2019.

Beckmann fu un artista poliedrico e sperimentatore che recuperò le tradizionali categorie dell’arte (nature morte, scene di interni, paesaggi, ritratti), dando loro nuova forma e nuova espressività, qualità che rendono ancora oggi i suoi dipinti una testimonianza storica contemporanea della società nella quale l’artista visse e anche biografica (da questo punto di vista sono molto importanti gli autoritratti).

Opere di matrice espressionista passate alla storia per la loro plasticità, per il loro essere inquietanti, enigmatiche, ricche di significati nascosti, metaforici e sensuali agli occhi dell’osservatore.

Beckmann, nato a Lipsia nel 1884, studiò all’Accademia di Weimar e si unì alla Secessione Viennese con una pittura di stile tradizionale e tardo impressionista. Furono lo shock fisico e piscologico scatenati dalla Prima guerra mondiale a spingerlo alla scoperta di nuove forme artistiche, quali la pittura modernista. Il suo stile pittorico composto da tratti incisivi, colori forti stesi in modo compatto, dal valore metaforico dei soggetti dipinti, da figure dal sapore caricaturale e dall’ indagine critica della società dei suoi tempi, lo resero famoso nel mondo dell’arte, ma non gli facilitarono la vita.

Nel 1937 la pittura di Beckmann venne marchiata dai nazisti come “degenerata”, e l’artista partì per un esilio volontario in Olanda e poi negli Stati Uniti, dove si stabilì dal 1947.

La mostra allestita a Mendrisio è curata da Siegfried Gohr, uno tra i massimi studiosi dell’artista. In essa ci sono ben 30 dipinti, 15 acquarelli, 80 grafiche e 3 sculture, che daranno al pubblico la possibilità di conoscere le diverse fasi esperienziali-artistiche di Beckmann e le differenti tecniche da lui utilizzate nel suo percorso creativo.

L’allestimento a Mendrisio sarà anche l’occasione per poter conoscere una parte dalla vasta produzione grafica, sviluppata dall’artista tra il 1917 e il 1925 e dopo la Seconda Guerra Mondiale. In essa si nota una nuova concezione della spazialità della superficie pittorica e l’utilizzo di un linguaggio maturo nel quale si mescolano alla perfezione sogno e realtà.

Tra i sostenitori della mostra sono da ricordare la Repubblica e il Cantone Ticino, il Fondo Swisslos, la Banca Raiffeisen, la Fondazione Winterhalter, Mendrisio e il Media partner Rete Due.

 

-In copertina Max Beckmann, Paesaggio con mongolfiera, 1917 olio su tela, Museum Ludwig, Köln/Ankauf 1954 (© 2018, ProLitteris, Zurich)-.

 

Per Informazioni:

www.mendrisio.ch/museoo

museo@mendrisio.ch

tel. +41. 058.688.33.50

 

 

 

 

Viviana Filippini

Viviana Filippini

Viviana Filippini (Orzinuovi –Bs-, 1981) è giornalista pubblicista e collabora dal 2007 con il quotidiano «Giornale di Brescia» come corrispondente esterno. Si è laureata in Dams (Cinema e audiovisivi) alla Facoltà di Lettere e Filosofia all’Università Cattolica di Brescia con una tesi sul Bildungsroman (Romanzo di formazione), scrive di libri su blog letterari e culturali (Liberi di scrivere, Sul romanzoe IlRecensore). Dal 2015 ha un blog dedicato all’arte (Art in Pills) sul portale Cultora.it. Tiene corsi di Scrittura creativa, di Riscoperta dei Classici della letteratura e di Storia del Cinema. Ha fatto la speaker radiofonica. Ha curato le antologie di Racconti bresciani(Vol I, II, III, IV) per Historica edizioni, 2015 Cesena, e scritto Brescia segreta. Luoghi, storie e personaggi della città, Historica, 2015 Cesena e la storia per ragazzi Furio e la Beata Paola Gambara Costa, illustrata da Barbara Mancini, ebm edizioni, Manerbio 2015. A passo sospeso. The Floating Piers Christo & Jeanne Claude, Temperino Rosso, Brescia 2016. Onte il Camaleonte, ed. Arpeggio libero, 2017. Illustrazioni di Daisy Romero.

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