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Art in Pills Realismo pittorico di Andrew Newell Wyeth

Viviana Filippini di Viviana Filippini, in Arte, Blog, del

Il mondo di Cristina (Christina’s World) nella pittura Andrew Newell Wyeth

Andrew Newell Wyeth è considerato uno dei maggiori esponenti del   Realismo americano .  L’incontro con l’arte per lui avvenne fin dalla prima infanzia quando il padre lo portava con sé nel suo studio da illustratore. Qui, e a contatto con i paesaggi e le persone della residenza estiva del Maine e quella invernale della Pennsylvania, Wyeth apprese la tecnica e e gli spunti per realiazzare opere dal taglio e carattere fotografico.

Uno dei suoi dipinti più noti è Il mondo di Cristina o Christina’s World, una tempera realizzata nel 1948 e oggi conservata al Museum of Modern Art. Protagonista dal dipinto Christina Olson, una vicina di casa del pittore, affetta da polimielite.

Christina Olson ebbe una vita diffcile, la malattia la tormentò fin dall’infanzia e quando i genitori morirono (siamo verso la metà degli anni Trenta) lei si trasferì nel Maine, dal fratello. La malattia progredì fino al punto da costringere la Olson a dover usare una sedia a rotelle per muoversi. Il dipinto di Wyeth ci porta davvero dentro al mondo della donna, facendoci conoscere un pezzo della sua vita, fatta sì di sofferenza, ma anche di tenacia e coraggio per non soccombere alla malattia e vivere.

Il quadro mi ha sempre colpito per la sua enorme spazialità e per quel senso di silenziosa solitudine che da esso emerge, come se il tempo si fosse bloccato. In primo piano, nella parte, bassa notiamo una donna semi sdraiata nel campo. Non la vediamo in viso, è girata di spalle, ma la sua magrezza (basta osservare il braccio destro scarno sul quale poggia il peso della figura) è evidente segno di una persona sofferente e affaticata. Christina era affetta da poliomielite e Wyeth la ritrasse stesa nel campo d’erba con indosso in vestito di forma semplice e dal colore rosa tenue, che presenta lievi sfumature di bianco là dove è baciato dalla luce.

Davanti alla donna si apre un grande campo nel quale il verde e il giallo sono i colori che caratterizzano i fili di erba che lo compongono. Osservandolo con attenzione, notiamo come verso la zona più alta del dipinto, dove ci sono le case, si vede una porzione di erba tagliata di recente. Lo si capisce anche dal fatto che ad un certo punto nel campo si innesta una sorta di vera e propia pezza, dove l’erba è più bassa e cambia leggermente colorazione.

Nell’erba ci sono due solchi. A cosa appartengono? Potrebbero appartenere alla sedia a rotella con la quale la Olson si spostava. Nel dipinto essa non c’è, ma basta guadare Christina, lì a terra con le braccia magre in tensione, per capire che sta cercando di alzarsi, come per tentare di raggiungere ancora una volta, sulle prorpire gambe, la tanto amata casa in cima alla collina.

È questa tenacia, che determina la grande forza della protagonista e il potentente impatto emotivo con lo spettatore, che non è testimone solo di una porzione di paesaggio americano. Chi guarda Il mondo di Crsitina, infatti conosce la dimensione più intima di questa donna che fino alla fine dei suoi giorni dimostrò un intenso attaccamento alla vita.

Sullo sfondo ci sono edifici dalla forma semplice, grezza, magari un poco rozza. Costruzioni in legno di umile sembianza, come umile e semplice, probabilmente, era la gente che li abitava.

Il cielo, un azzurro velato da tonalità grigie che incupiscono un po’ l’atmosfera del quadro, è relegato nella parte più alta del dipinto e occupa una porzione spaziale molto inferiore, perché a dominare la superficie è l’irto campo di erba che Christina è pronta a scalare, con le sue forze, per raggiungere la cima e sentirsi viva.

Viviana Filippini

Viviana Filippini

Viviana Filippini (Orzinuovi –Bs-, 1981) è giornalista pubblicista e collabora dal 2007 con il quotidiano «Giornale di Brescia» come corrispondente esterno. Si è laureata in Dams (Cinema e audiovisivi) alla Facoltà di Lettere e Filosofia all’Università Cattolica di Brescia con una tesi sul Bildungsroman (Romanzo di formazione), scrive di libri su blog letterari e culturali (Liberi di scrivere, Sul romanzoe IlRecensore). Dal 2015 ha un blog dedicato all’arte (Art in Pills) sul portale Cultora.it. Tiene corsi di Scrittura creativa, di Riscoperta dei Classici della letteratura e di Storia del Cinema. Ha fatto la speaker radiofonica. Ha curato le antologie di Racconti bresciani(Vol I, II, III, IV) per Historica edizioni, 2015 Cesena, e scritto Brescia segreta. Luoghi, storie e personaggi della città, Historica, 2015 Cesena e la storia per ragazzi Furio e la Beata Paola Gambara Costa, illustrata da Barbara Mancini, ebm edizioni, Manerbio 2015. A passo sospeso. The Floating Piers Christo & Jeanne Claude, Temperino Rosso, Brescia 2016. Onte il Camaleonte, ed. Arpeggio libero, 2017. Illustrazioni di Daisy Romero.

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