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Art in Pills: il puntinista Seurat fu un anticipatore del pixel della televisione!

Viviana Filippini di Viviana Filippini, in Blog, del

 

Une baignarde a Asnières, G. Seurat, 1883-4, Londra

 

Sarà il caldo di questa estate torrida e afosa, ma l’altro giorno pedalando lungo le rive di un fiume ho pensato alla sensazione dell’acqua fresca sulla pelle. Di rimando, sempre pedalando sulla via del ritorno a casa, ho pensato ad alcuni quadri che richiamano l’estate con delle persone che cercano il fresco. Nella mente è arrivato il richiamo a Seurat e ad un suo dipinto: Une baignarde a Asnières, realizzato tra il 1883-84, oggi conservato alla National Gallery di Londra. So che Seurat è molto più noto per il quadro La grande Jatte, al quale lavorò per due anni, e per essere il fondatore del Pointillisme o Puntinismo basato sull’accostamento di colori puri, stesi sulla tela in piccoli punti o tratti, che si ricomponevano visivamente sulla retina di chi guardava a distanza il quadro. Quello che vi racconto oggi – Une baignarde à Asnières– è il primo lavoro di grandi dimensioni di Seurat (2 metri per 3). Seurat fu un pittore post impressionista, nel senso che lui conobbe le tecniche – di certo le sperimentò anche- dell’Impressionismo, ma poi mise in atto una ricerca propria che lo portò a trovare un nuovo linguaggio. Questo gli permise di diventare il fondatore di un movimento di breve durata – Neoimpressionismo– dove si univano la ricerca artistica ai principi scientifici.

Il dipinto in esame sembra uno scatto fotografico pittorico che ha per protagonista una scena di vita quotidiana nella periferia di Parigi, infatti Asnières era una sorta di sobborgo dove molto parigini si recavano nelle giornate afose e calde per trovare un po’ di frescura e fare gite in barca. La tela è tagliata in due da una diagonale che parte dal basso a destra e si allunga verso l’alto a sinistra. Una linea di demarcazione che separa la sponda, o riva, del fiume dal corso d’acqua stesso. Proprio nella parte occupata dal fiume si notano in lontananza delle barche con sopra delle persone e, nello sfondo, tra la verde vegetazione, si scorgono due elementi creati dalla mano delle uomo: la linea ferroviaria che richiama l’orizzontalità della superficie acquosa e degli alti camini appartenenti alle industrie cittadine, la cui verticalità è rispecchiata dalle vele delle imbarcazioni nel fiume. Sono elementi sì presenti ma, il fatto che l’artista li abbia dipinti con colori tenui che li rendono rarefatti, li porta ad essere lontani e distanti dalla scena che si svolge in primo piano.

Per la realizzazione di questo dipinto Seurat fece disegni, schizzi a olio, e anche prove per trovare la giusta posizione per ogni singola figura. Nella parte sinistra del dipinto, dove si concentra la maggior parte dei soggetti, si notano diverse figure umane: due si trovano immerse nell’acqua. In primo piano il ragazzo di profilo (in realtà un po’ tutti i soggetti ritratti hanno il volto di profilo) con copricapo rosso, come il costume, è fermo con le mani a coppa, come se stesse prendendo il respiro prima di partire per la nuotata. Questo soggetto singolo e statico sostituì (e lo dimostrano gli schizzi preparatori) tutta una serie di figure come cavalli e nuotatori che Seurat eliminò, perché creavano troppo dinamismo nella tela che, per lui, doveva essere un momento di staticità. Risalendo la diagonale si vede l’altro giovane nell’acqua, con copricapo giallo ocra, che Seurat costruì prendendo spunto da una figura presente in uno dei dipinti di Jean Auguste Ingrès. Guardando attentamente il quadro si nota la presenza di altri parallelismi. Per esempio se noi osserviamo in primo piano notiamo un uomo sdraiato, assopito, con indosso pantaloni neri e una giacca bianca e, accanto, una figura di  ragazzo con cappello a larga tesa, con canottiera azzurra e pantaloni scuri, seduto con le gambe rannicchiate. Allontanando il nostro sguardo, nello sfondo noteremo due figure che ricordano quelle più vicine a noi, cambia solo la cromia dei loro abiti (figura seduta con abito bianco, quella sdraiata ha i pantaloni blu e la camicia arancio), ma le pose son le stesse. Al centro della tela c’è una figura che, dal mio punto di vista, è il perno di unione tra tutti i soggetti. Mi sto riferendo al giovane uomo in costume da bagno seduto sulla riva con i piedi immersi nell’acqua.  Perché dico che è un elemento di unione? Per il semplice fatto che in lui troviamo tutto quello che compare negli altri soggetti della tela. Il ragazzo indossa il costume e il copricapo della stessa forma e colore del ragazzino che ha le mani a coppa. Accanto a lui, distesi sul prato ci sono i vestiti e le scarpe (bianchi e neri come quelli della figura lì vicino sdraiata) e il cappello che ha stessa forma e colore di quello del ragazzo seduto sulla sponda. Questi rimandi e richiami caricano la figura di valore, nel senso che è come se essa volesse dirci che prima o poi tutti passeranno dalla sponda all’acqua per trovare un po’ di frescura dal caldo estivo.

Uno dei tratti che accomuna tutti i soggetti  (tranne il cane dal pelo rossiccio aggiunto in un secondo momento) è che tutte le persone dipinte, sono  po’rigide e assomigliano più a dei manichini che  a delle persone reali. Purtroppo il quadro non solo non venne accettato dal Salon nel 1884 ma in quello degli indipendenti del 1886, dove venne esposto in una sala minore, lontano da quelle opere ritenute molto più importanti. In questo dipinto non sono ancora ben distinti i diversi tocchi di colore e le singole pennellate tipiche del puntinismo, ma i rapidi tratti di colore accostati gli uni agli altri con i quali l’artista ha costruito il paesaggio e i soggetti dipinti sono un anticipazione dell’evoluzione della sua personale ricerca sul colore compiuta dall’artista. Quell’indagine tra arte e scienza che lo porterà ad applicare piccoli tocchi di colori primari e complementari ben distinti gli uni dagli altri, ma che visti da lontano si fondono alla perfezione dando forma e volume ai soggetti dipinti. Che dire: Seurat fu un anticipatore del pixel della televisione!

George Seurat nacque a Parigi il 2 dicembre 1859, terzo di quattro figli di una famiglia di borghesi benestanti. Frequentò un collegio a sette anni, grazie ad uno zio, scoprì l’amore per il disegno. Rimase affascinato dalle opere degli impressionisti, tra i quali Pissarro, Degas e Monet. Tra il 1885 e il 1890, insieme ad altri artisti, formò la Société des Artistes Indépendants, e cominciò ad approfondire un tema  già preso in esame dagli  impressionisti, riguardante la  scomposizione della luce e della percezione dei colori. Dal quale prese forma. Georges Seurat è uno dei principali interpreti di questo movimento artistico. S. fu molto affascinato dagli esperimenti dello scienziato Chevreul e dal suo cerchio cromatico, e da lui prese spunto per la realizzazione di una tecnica pittorica nota con il nome di  Pointillisme o Puntinismo basata sull’accostamento di colori puri, disposti sulla tela in piccoli punti o tratti che si ricompongono visivamente sulla retina di chi guarda a distanza (l’accostamento di un punto giallo ed un punto blu rende il verde).Nel 1889 Seurat conosce la modella Madeleine Knoblock, dalla quale ha due figli. Il 29 marzo 1891 morì di difterite o forse di angina infettiva, a soli 32 anni.

Viviana Filippini

Viviana Filippini

Viviana Filippini (Orzinuovi –Bs-, 1981) è giornalista pubblicista e collabora dal 2007 con il quotidiano «Giornale di Brescia» come corrispondente esterno. Si è laureata in Dams (Cinema e audiovisivi) alla Facoltà di Lettere e Filosofia all’Università Cattolica di Brescia con una tesi sul Bildungsroman (Romanzo di formazione), scrive di libri su blog letterari e culturali (Liberi di scrivere, Sul romanzoe IlRecensore). Dal 2015 ha un blog dedicato all’arte (Art in Pills) sul portale Cultora.it. Tiene corsi di Scrittura creativa, di Riscoperta dei Classici della letteratura e di Storia del Cinema. Ha fatto la speaker radiofonica. Ha curato le antologie di Racconti bresciani(Vol I, II, III, IV) per Historica edizioni, 2015 Cesena, e scritto Brescia segreta. Luoghi, storie e personaggi della città, Historica, 2015 Cesena e la storia per ragazzi Furio e la Beata Paola Gambara Costa, illustrata da Barbara Mancini, ebm edizioni, Manerbio 2015. A passo sospeso. The Floating Piers Christo & Jeanne Claude, Temperino Rosso, Brescia 2016. Onte il Camaleonte, ed. Arpeggio libero, 2017. Illustrazioni di Daisy Romero.

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