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Art in Pills: pittura russa e la meraviglia della natura

Viviana Filippini di Viviana Filippini, in Arte, Blog, del

 

 

Mattino in una foresta

secondo Ivan Šiškin

Il mondo è bello perché vario. Non solo quello, perché anche la dimensione dell’arte è immensa, variegata e vagando tra un museo vero e uno virtuale si possono sempre fare degli incontri interessanti. Uno di questi è quello con Ivan Ivanovič Šiškin, pittore russo nato a Elabuga (oggi repubblica di Tatarstan) nel gennaio del 1832 e autore del dipinto del quale vi racconto oggi: Mattina in una foresta di pini.

Šiškin fu uno degli artisti del movimento dei Peredvižniki (gli Itineranti o Ambulanti), un gruppo di artisti realisti russi che, per protestare contro le limitazioni accademiche, formarono una cooperativa diventata poi, nel 1870, la società per mostre itineranti nota anche come Compagnia delle esportazioni di arte itinerante.

Mattina in una foresta di pini venne realizzato nel 1889 e si trova nella  Galleria_Tret’jakov a Mosca, in Russia. Si pensa che l’artista russo realizzò il suo dipinto prendendo spunto da un viaggio in Cecoslovacchia e da un altro pellegrinaggio in un bosco di Volgoda, città della   Russia   occidentale vicina all’omonimo fiume.

Protagonisti della tela la natura e quattro orsi, tre cucciolotti e mamma orsa (quella sola che si vede alla nostra destra e che osserva con attento sguardo i cuccioli) con il manto scuro che si aggirano tra i pini della foresta. I mammiferi sono una famiglia e si arrampicano sopra il tronco spezzato in due di quel pino che il pittore ha messo in primo piano e che, oltre ad avere il fusto spaccato a metà, è per buona parte sradicato, come si nota dalla base con la radici scure contorte e avvolte dalla terra messe in bella vista alla nostra sinistra.

Dietro questa scena si intravede il resto delle foresta caratterizzata da alberi ad alto fusto, non troppo esili, ma nemmeno enormi, longilinei direi. Sono pini affiancati gli uni agli altri e avvolti da un nebbiolina leggera che li rende sfumati e indefiniti man mano lo sguardo si perde nel fondo della tela.

Gli alberi, proprio perché il quadro rappresenta il giorno nascente, oltre al dolce abbraccio della nebbia del mattino, sono “baciati” da un luce solare chiara e cristallina che cade dell’alto e che si posa sulle loro chiome virando il verde a tonalità più calde, con spruzzate di giallo.

Questa luce che illumina la metà superiore del dipinto,  il resto rimane in una sorta di soffusa penombra, mette in evidenza anche le diversità tra i tronchi. Non a caso si notano alberi che hanno attaccata la dura corteccia tutta fatta di crepe munite di tonalità cromatiche verdastre e muschiate. Poi, si notano invece pini che hanno il fusto spoglio di questa corteccia e allora il loro corpo sembra nudo, perché si vede il legno chiaro, luminoso che vive sotto l’armatura della corteccia.

Guardano la tela si ha come la sensazione di sentire il rumore degli arbusti sotto le zampe degli orsi, sembra di percepire la sensazione di umidità della nebbia che si appiccica alle cose e di udire quel suono crepitante e fresco di dissolvimento della nebbia stessa quando arriva il sole.

Mattina in una foresta di pini di Šiškin è un dipinto realista, composto da pennellate corpose che definisco con precisione ogni componente del quadro, dalla vegetazione, agli orsi, fino ai colori puri della natura, in un dipinto che è una sorta di istantanea della vita della natura.

Noi spettatori siamo nelle posizione del pittore, siamo degli osservatori o dei testimoni silenziosi del meraviglioso spettacolo che è il mondo della natura.

 

Viviana Filippini

Viviana Filippini

Viviana Filippini (Orzinuovi –Bs-, 1981) è giornalista pubblicista e collabora dal 2007 con il quotidiano «Giornale di Brescia» come corrispondente esterno. Si è laureata in Dams (Cinema e audiovisivi) alla Facoltà di Lettere e Filosofia all’Università Cattolica di Brescia con una tesi sul Bildungsroman (Romanzo di formazione), scrive di libri su blog letterari e culturali (Liberi di scrivere, Sul romanzoe IlRecensore). Dal 2015 ha un blog dedicato all’arte (Art in Pills) sul portale Cultora.it. Tiene corsi di Scrittura creativa, di Riscoperta dei Classici della letteratura e di Storia del Cinema. Ha curato le antologie di Racconti bresciani(Vol I, II, III tra poco il IV) per Historica edizioni, 2015 Cesena, e scritto Brescia segreta. Luoghi, storie e personaggi della città, Historica, 2015 Cesena e la storia per ragazzi Furio e la Beata Paola Gambara Costa, illustrata da Barbara Mancini, ebm edizioni, Manerbio 2015. A passo sospeso. The Floating Piers Christo & Jeanne Claude, Temperino Rosso, Brescia 2016. Ha fatto la speaker radiofonica.

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