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Art in Pills e Love Locked Out

Viviana Filippini di Viviana Filippini, in Arte, Blog, del

 

Love Locked Out di  Anna Merritt e il ricordo del marito defunto

Anna Messey Lea Merritt, nata a Filadelfia il 13 settembre del 1844 (morirà nel 1930), è stata una pittrice americana, statunitense, che passò molta della sua vita in Inghilterra.

La si conosce per i ritratti, per i paesaggi e per le scene religiose. Appartenente ad un famiglia di quaccheri, nell’aprile del 1877 sposò Henry Merritt, critico d’arte e collezionista, ma l’uomo morì tre mesi dopo il loro matrimonio, nel luglio dello stesso anno. La pittrice non si risposò più e continuò a dipingere e vivere in Inghilterra, facendo solo sporadici viaggi negli Stati Uniti.

Il dipinto che la rese più famosa è Love Locked Out, (Amore chiuso fuori) un dipinto ad olio esposto nel 1890 alla Royal Academy of Arts e dalla Merrit realizzato in memoria e omaggio del marito scomparso così precocemente.

Nella tela si nota un ragazzino, la personificazione di Cupido o Amore, dipinto nel tentativo, vano ed inutile, di aprire la porta di un mausoleo. Il corpo del ragazzo è esile e giovane. L’incarnato roseo e il modellato plastico della figura esaltano i muscoli (ancora acerbi e in fase di sviluppo) in tensione, che con tenacia e forza cercano di aprire la porta dorata che separa il mondo dei vivi da quello dove stanno i morti. Di Cupido non vediamo il volto, ma la testa capelluta e bionda china nello sforzo.

Per quanto riguarda lo stile architettonico, la sepoltura ha un’impostazione classica, caratterizzata da scorci di pilastri e colonne dal fusto scanalato con capitelli e poi c’è la porta pesante e solida liscia, munita di una piccola apertura nella parte alta. L’energia messa in campo è tanta ma l’infisso non vuole cedere alle spinte del giovane Amore.

Alla destra dello spettatore si scorge anche un alberello, una piantina rampicante con foglie e fiori che, esile e delicata, ricopre parte dell’architettura funebre.

A farci capire che Cupido sta tentando da parecchio tempo di entrare dentro alla tomba ci sono due elementi: una è la lampada rovesciata e aperta, realizzata con fine fattura, abbandonata a terra in basso alla nostra sinistra, dove si vedono anche dei mucchietti i foglie secche. L’altro elemento è la luce dell’alba che irrompe e illumina tutto l’ambiente.

Spesso questo quadro è stato posto in relazione all’opera di William Holman Hunt La luce del mondo, uno dei più famosi quadri di soggetto religioso inglesi del XIX secolo, presumo per il gioco di luci e chi lo sa magari anche per il valore simbolico.  Di certo nel dipinto della Merrit la porta ha la maniglia (in quello di Hunt no) e, questo che segue è un mio pensiero, visto che la pittrice dedicò il dipinto al marito morto, quell’Amore che cerca di entrare nella sepoltura, potrebbe magari essere il desiderio della Merrit di poter dire ancora una volta al marito scomparso:“Ti amo e ti amerò per sempre”.

Viviana Filippini

Viviana Filippini

Viviana Filippini (Orzinuovi –Bs-, 1981) è giornalista pubblicista e collabora dal 2007 con il quotidiano «Giornale di Brescia» come corrispondente esterno. Si è laureata in Dams (Cinema e audiovisivi) alla Facoltà di Lettere e Filosofia all’Università Cattolica di Brescia con una tesi sul Bildungsroman (Romanzo di formazione), scrive di libri su blog letterari e culturali (Liberi di scrivere, Sul romanzoe IlRecensore). Dal 2015 ha un blog dedicato all’arte (Art in Pills) sul portale Cultora.it. Tiene corsi di Scrittura creativa, di Riscoperta dei Classici della letteratura e di Storia del Cinema. Ha curato le antologie di Racconti bresciani(Vol I, II, III tra poco il IV) per Historica edizioni, 2015 Cesena, e scritto Brescia segreta. Luoghi, storie e personaggi della città, Historica, 2015 Cesena e la storia per ragazzi Furio e la Beata Paola Gambara Costa, illustrata da Barbara Mancini, ebm edizioni, Manerbio 2015. A passo sospeso. The Floating Piers Christo & Jeanne Claude, Temperino Rosso, Brescia 2016. Onte il Camaleonte, ed. Arpeggio libero, 2017. Illustrazioni di Daisy Romero. Ha fatto la speaker radiofonica.

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