Art in Pills incontra Federica Cipriani

Viviana Filippini di Viviana Filippini, in Arte, Blog, del

 

La farfalle come bellezza assoluta, ricerca di armonia e non solo.

L’arte di Ferderica Cipriani

 Federica Cipriani  è originaria di Cento (Ferrara) e ha un alfabeto artistico del tutto personale. Lei ha scelto come mezzo espressivo il soggetto della farfalla (in dimensioni e materiali diversi) che le permette di concentrarsi sulla ricerca dell’armonia e dell’equilibrio, scatenati dal rapporto con ogni singolo aspetto della realtà che la circonda. Federica ha un Diploma di Maestro d’Arte in Decorazione al Accademia di Belle Arti di Bologna, Premi e già molte mostre nella sua carriera ma vista la sua giovane età, il suo estro creativo sempre dinamico e mai banale, credo che sentiremo parlare molto di lei. Per ora ecco una  intervista con Federica e il suo mondo.

V: Quando hai sentito il bisogno di fare arte?

F: Disegno da quando ho memoria. Credo che la mia voglia d’arte sia stata un crescendo: alle scuole superiori ho approfondito la parte teorica con gli studi classici e successivamente all’Accademia di Belle Arti di Bologna ho avuto modo di sperimentare la pratica provando alcune tecniche. E’ nel periodo passato in accademia che ho preso totalmente coscienza del mio amore per l’arte e del bisogno di esprimermi tramite essa.

V: Ti ricordi la prima opera che hai fatto e per quale occasione?

F: Non ho un’immagine precisa del primo disegno fatto. Mi è rimasto impresso, durante i primi mesi di  Accademia, la prima scultura in gesso che realizzai. Il processo di costruzione mi appassionò molto e la sensazione che provai una volta conclusa mi inebriò: una soddisfazione così forte non l’avevo mai provata prima e non l’ho più dimenticata. E’ stata questa esperienza a farmi capire che la bidimensionalità, che aveva caratterizzato la mia produzione fino a quel momento, poteva non essere l’unica strada da percorrere e a darmi lo slancio per realizzare altre opere dove la componente scultorea fosse presente.

V: Le tue sculture sono caratterizzate da un soggetto preciso: le farfalle. Perché hai scelto proprio loro (cosa rappresentano) e come sei arrivata ad esse?

F: La farfalla simbolicamente ha molti significati, legati alle culture e alle tradizioni di diverse popolazioni in tutto il mondo e questo mi ha affascinato da sempre. Inoltre ha una connotazione estetica dominante ed è a mio parere una esempio di bellezza assoluta. Cercavo una sagoma che fosse portatrice di un senso di armonia, che è alla base della mia ricerca artistica, e l’ho trovata nella leggerezza e gioia che trasmette la sua presenza e il suo fluttuare nell’aria. Il profilo di un insetto reale è stato il punto di partenza per ritagliare molti altri profili che avessero l’idea della farfalla ma che non ne fossero una riproduzione fedele (né per forma né per colore): la farfalla è  protagonista, ma anche pretesto per una ricerca di bellezza armonica in ciò che mi circonda.

V: Quali sono i materiali che di solito utilizzi per la realizzazione delle tue sculture?

F: Il materiale dominante nelle mie opere è la carta, resistente e fragile in egual misura mi permette di costruire architetture impalpabili. Utilizzo principalmente carta di riciclo o carta comune (da pacchi, velina, da lucido), pagine di libri dimenticati, ingialliti e pronti per essere distrutti oppure moduli di pagamento compilati ogni giorno, svestiti della loro sgradevolezza ed elevati a nuova funzione. Mi piace l’idea di cercare la materia prima delle opere in ciò che mi circonda e con cui vengo a contatto tutti i giorni. Inoltre è proprio la carta a rendere vive le mie sagome: infatti se esposte a corrente d’aria, o anche solo a un flebile soffio, si muovono rendendo la percezione del movimento, simulata nella composizione, reale a tutti gli effetti. Il movimento di alcune tipologie di carta genera un fruscio che diventa componente sonora dell’opera

V: Progetti artistici futuri?

F: Sto sviluppando un nuovo progetto, che è ancora in fase di lavorazione. L’unica cosa che mi sento di dire è che le farfalle non saranno più le protagoniste.

Viviana Filippini

Viviana Filippini

Viviana Filippini (Orzinuovi –Bs-, 1981) è giornalista pubblicista e collabora dal 2007 con il quotidiano «Giornale di Brescia» come corrispondente esterno. Si è laureata in Dams (Cinema e audiovisivi) alla Facoltà di Lettere e Filosofia all’Università Cattolica di Brescia con una tesi sul Bildungsroman (Romanzo di formazione), scrive di libri su blog letterari e culturali (Liberi di scrivere, Sul romanzoe IlRecensore). Dal 2015 ha un blog dedicato all’arte (Art in Pills) sul portale Cultora.it. Tiene corsi di Scrittura creativa, di Riscoperta dei Classici della letteratura e di Storia del Cinema. Ha curato le antologie di Racconti bresciani(Vol I, II, III tra poco il IV) per Historica edizioni, 2015 Cesena, e scritto Brescia segreta. Luoghi, storie e personaggi della città, Historica, 2015 Cesena e la storia per ragazzi Furio e la Beata Paola Gambara Costa, illustrata da Barbara Mancini, ebm edizioni, Manerbio 2015. A passo sospeso. The Floating Piers Christo & Jeanne Claude, Temperino Rosso, Brescia 2016. Ha fatto la speaker radiofonica.

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