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Art in Pills: Frederic Edwin Church e Cotopaxi

Viviana Filippini di Viviana Filippini, in Arte, Blog, del

 

Frederic Edwin Church e Cotopaxi

La Natura come Natura e come metafora della società dell’uomo

Oggi vi racconto un po’ di un’ opera di Frederic Edwin Church, o meglio vi parlo di Cotopaxi.

Cotopaxi è un vulcano delle Ande, in Ecuador, che Church, pittore statunitense esponente della  Hudson_River_School , prese a soggetto per prealizzarne un olio su tela dipinto nel 1862, oggi conservato al Detroit Institute of Arts.

L’opera è un’ampia veduta paesaggistica del mondo naturale presente nella terra dell’omonimo vulcano.  In primo piano vediamo cumuli rocciosi, ben definiti della loro morfologia e ricoperti da fitta vegetazione verde.

La nostra attenzione però è attirata dal pittore nel fondo del quadro, all’orizzonte, dove c’è il cielo. Qui, alla nostra sinistra, notiamo uno squarcio di cielo azzurro che si tinge di rosa. Osservando il dipinto vediamo un netto punto di rottura, o di separazione, dato da Cotopaxi, il vulcano, in piena attività. Infatti dalla sua cima esce un’alta nuvola di fumo, propabilmente mista anche a cenere, lapilli e lava che si sposta di lato, alla nostra destra, occupando l’intero spazio.

I nuvoloni di fumo denso ammantano il sole nascente il quale, nonostante l’intenso ostacolo, lotta per far risplendere i suoi raggi e emergere come una sfera gialla splendente dalla quale si irradiano luce, calore e colore di diverse sfumature.

La tela è invasa da una luce intensa, calda, non solo per l’attività del vulcano, ma anche per il sole. La luce solare si espande, si impone facendosi vedere in modo deciso, fino a riflettersi nella superfice lacustre presente alle pendici del vulcano.

Il dipinto venne commissionato a Churc da James Lenoz, un collezionista filantropo, e nella tela l’artsita cercò di rappresentare al meglio e in modo dettagliato, il terribile e terrificante potere distruttivo della Natura, con la sua forza dirompente che trasforma il paesaggio in qualcosa di castrofico, incontrollabile dall’uomo.

In realtà Church non si limitò a ritrarre il vulcano Cotopaxi e la sua forza annientatrice. L’artista, che amava molto viaggiare per conoscere paesaggi diversi e prendere ispirazione per le proprie opere, caricò – e lo confermano le cronache del tempo- questa tela di un valore metaforico. La distruzione portata dall’eruzione del vulcano per lui era la rappresentazione metaforica della morte e della devastazione scatenata dalla guerra Civile Americana cominciata nel 1861.

Il sole che lotta per farsi notare e per imporre la sua luce oltre il fumo tenebroso, potrebbe quindi essere l’immagine metaforica della speranza e di una soluzione alla guerra che stava tormentando l’America.

Attorno agli anni Settanta del 1800 a Churc venne diagnostica l’artrite reumatoide che gli colpì in modo particolare la mano destra, rendendogli difficile dipingere. Anche se negli ultimi anni della sua vita Church non riuscì più a produrre opere come in giventù, le sue tele restano uno dei maggiori esempi di pittura paesaggistica romantica americana.

 

Viviana Filippini

Viviana Filippini

Viviana Filippini (Orzinuovi –Bs-, 1981) è giornalista pubblicista e collabora dal 2007 con il quotidiano «Giornale di Brescia» come corrispondente esterno. Si è laureata in Dams (Cinema e audiovisivi) alla Facoltà di Lettere e Filosofia all’Università Cattolica di Brescia con una tesi sul Bildungsroman (Romanzo di formazione), scrive di libri su blog letterari e culturali (Liberi di scrivere, Sul romanzoe IlRecensore). Dal 2015 ha un blog dedicato all’arte (Art in Pills) sul portale Cultora.it. Tiene corsi di Scrittura creativa, di Riscoperta dei Classici della letteratura e di Storia del Cinema. Ha fatto la speaker radiofonica. Ha curato le antologie di Racconti bresciani(Vol I, II, III, IV) per Historica edizioni, 2015 Cesena, e scritto Brescia segreta. Luoghi, storie e personaggi della città, Historica, 2015 Cesena e la storia per ragazzi Furio e la Beata Paola Gambara Costa, illustrata da Barbara Mancini, ebm edizioni, Manerbio 2015. A passo sospeso. The Floating Piers Christo & Jeanne Claude, Temperino Rosso, Brescia 2016. Onte il Camaleonte, ed. Arpeggio libero, 2017. Illustrazioni di Daisy Romero.

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