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Art in Pills František Kupka e il potere del colore

Viviana Filippini di Viviana Filippini, in Arte, Blog, del

Il colore per scoprire il nascosto dell’anima, ne Il grande nudo di Kupka

Oggi vi parlo di un‘opera František Kupka (18711957) un pittore ceco, tra i maggiori rappresentanti della pittura astratta e dell’orfismo. Il dipinto in questione è Il grande nudo, realizzato tra il 1909-1910, oggi conservato al Solomon R.  Guggenheim   Museum di New York.

Kupka studiò arte a Praga, poi si trasferì a Parigi dove frequentò l’accademia e proseguì il suo fare arte staccandosi in modo completo dalla cultura di origine per assimilare, conoscere e approfondire, le diverse correnti pittoriche e artistiche presenti nella Parigi tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.

Ne Il grande nudo (nella foto) la protagonista della tela è la moglie del pittore, Eugenia, qui comodamente distesa su quella che sembra essere una grande poltrona. Quello che colpisce di tutto l’olio su tela è la volontà esplicita del pittore di costruire attraverso il colore tutti gli elementi che compongono il dipinto. Tutto è definito in modo compatto, con campiture uniformi che si incastrano alla perfezione tra loro, andando a definire le forme e volumi dei soggetti dipinti, senza l’utilizzo di luci e ombre o del classico chiaroscuro.

Eugenia è nuda, in completo rilassamento e la sua fisicità è composta attraverso piani di colore accostati gli uni accanto agli altri. A dimostrare questo il braccio sinistro abbandonato molle lungo la poltrona, la posizione delle gambe (la sinistra poggiata a terra, la destra abbandonata sulla poltrona) e il volto assopito, poggiato alla mano destra.

Osservando la donna notiamo la parte destra del corpo e il volto caratterizzati da chiazze di colore accostate. Tra di loro il rosa intenso, il verde, il giallo arancio, il verde e anche un sferzata di blu al centro del petto, nell’area dove ci sono lo sterno e i seni.

La parte dell’anatomia più vicina alla nostra vista, invece, ha dei rosa chiari, il giallo, il verde, il bianco che si accostano delimitando forme solide e compatte.  È come se attraverso questi differenti piani cromatici il pittore volesse indagare le sensazioni e le emozioni che si celano nel corpo della moglie, nella sua anima, nel tentativo di rappresentare attraverso il colore quello che è nascosto nell’anima.

L’uso del colore così vivo e acceso richiama in modo netto la pittura dei  Fauves, presenti in quel periodo a Parigi ma, allo stesso tempo, potrebbe essere un preludio allo studio del colore che porterà poi Kupka a diventare uno dei fondatori e maggiori esponenti dell’arte astratta.

Viviana Filippini

Viviana Filippini

Viviana Filippini (Orzinuovi –Bs-, 1981) è giornalista pubblicista e collabora dal 2007 con il quotidiano «Giornale di Brescia» come corrispondente esterno. Si è laureata in Dams (Cinema e audiovisivi) alla Facoltà di Lettere e Filosofia all’Università Cattolica di Brescia con una tesi sul Bildungsroman (Romanzo di formazione), scrive di libri su blog letterari e culturali (Liberi di scrivere, Sul romanzoe IlRecensore). Dal 2015 ha un blog dedicato all’arte (Art in Pills) sul portale Cultora.it. Tiene corsi di Scrittura creativa, di Riscoperta dei Classici della letteratura e di Storia del Cinema. Ha fatto la speaker radiofonica. Ha curato le antologie di Racconti bresciani(Vol I, II, III, IV) per Historica edizioni, 2015 Cesena, e scritto Brescia segreta. Luoghi, storie e personaggi della città, Historica, 2015 Cesena e la storia per ragazzi Furio e la Beata Paola Gambara Costa, illustrata da Barbara Mancini, ebm edizioni, Manerbio 2015. A passo sospeso. The Floating Piers Christo & Jeanne Claude, Temperino Rosso, Brescia 2016. Onte il Camaleonte, ed. Arpeggio libero, 2017. Illustrazioni di Daisy Romero.

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