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Art in Pills: E colazione sia

Viviana Filippini di Viviana Filippini, in Arte, Blog, del

La colazione in famiglia secondo De Nittis

Da quando sono nata mi sento dire: “La colazione è il pasto più importante della giornata”. Non se sei sia vero, presumo di sì.   A parte questo mi sono accorta che molti artisti hanno preso spesso la colazione  come tema pittorico. Oggi mi occupo di La colazione in giardino di Giuseppe De Nittis, un olio su tela realizzato nel 1883, dal pittore italiano residente in Francia. Oggi il dipinto, che sta tra l’Impressionismo e il Realismo, è conservato alla Pinacoteca De Nittis di Barletta.

Il quadro dell’artista italiano mi ha fatto pensare ad altre due colazioni dello stesso periodo, la  Colazione sull’ erba di Manet e la Colazione dei canottieri di Renoir. Osservando il dipinto da indagare oggi, in primo piano notiamo due figure sedute attorno al tavolo nel giardino di casa. Léontine e Jaqcues, la moglie e il figlio di De Nittis. In primo piano si intravede lo schienale di una sedia vuota. È quella del pittore che ha lasciato la sua postazione per mettersi dietro la tela e dipingere un momento di vita quotidiana e familiare. De Nittis non aveva la macchina fotografica ma, con i colori decise di bloccare in questo dipinto, che ha il sapore di un’istantanea, un momento di piacevole vita privata. Noi osservatori siamo messi nella stessa posizione del pittore ed è come se con i suoi occhi osservassimo la scena davanti a noi.

Osservando le due figure, notiamo Léontine, dal viso dolce, perfettamente calata nel suo ruolo di moglie e, in questo caso, madre riservata e premurosa. La donna sta guardando il giovane figlio impegnato a dare qualche briciola ai diversi volatili che si aggirano per il giardino.  Madre e figlio sono stati ritratti di profilo da De Nittis e questo ci permette di individuare una somiglianza somatica tra le due figure. Elemento che evidenzia il loro legame di sangue e familiare.

I due congiunti sono seduti attorno ad un grande tavolo ricoperto da una candida tovaglia imbandita cibo come caffè, succo di frutta ma anche di bicchieri, mezzi pieni e vuoti, posate e tovaglioli ripiegati alla rinfusa. Inoltre, si notando anche delle e zollette di zucchero e del pane spezzato che circondano i bei piatti di ceramica decorata.

La composizione è molto equilibrata e lo dimostra la perfetta armonia tra l’ombra nella quale si trova la famiglia e il resto del rigoglioso verde giardino assolato, di una luce calda e brillante, nel quale si muovono libere delle papere e altri animali. La zona dove si trova la famiglia De Nittis è caratterizzata da un’ombra delicata e non a caso si notano dei riflessi di luce sia nelle ceramiche, che nelle bottiglie e bicchieri di vetro. Un particolare che evidenzia la bravura tecnica dell’artista nel rendere in pittura le diverse qualità e caratteristiche del materiale.

I colori sono vivi, reali e intensi e queste loro qualità permisero a De Nittis di restituirci un piccolo e tranquillo momento di vita piccolo borghese, lontana dal caos della vita cittadina. Questo quadro con protagonista il pittore creatore e la sua famiglia fu uno degli ultimi che De Nittis realizzò, perché morì molto giovane, nel 1884, a soli 38 anni.

 

Giuseppe Gaetano De Nittis nacque a Barletta nel 1846, figlio quartogenito di don Raffaele De Nittis e donna Teresa Emanuela Barracchia. Rimasto orfano venne allevato dai nonni paterni, e dopo il suo apprendistato presso il pittore barlettano Giovanni Battista Calò, si iscrisse nel 1861 – contro il volere della famiglia – all’Accademia di Belle Arti di Napoli, sotto la guida di Mancinelli e Gabriele Smargiassi. Il suo carattere indipendente e poco avvezzo alle nozioni ed esercitazioni accademiche lo portarono all’espulsione. De N. si unì a Federico Rossano e Marco De Gregorio, per dipingere all’aria aperta, concentrandosi nella riproduzione di paesaggi porticesi, partenopei e barlettani. Nel 1865 fondò la Scuola di Resìna, corrente italiana sul tema del realismo.

A Firenze, nel 1866, si avvicinò ai Macchiaioli e nel 1867 a Parigi dove conobbe Ernest Meissonier e Jean-Léon Gérôme. A Parigi incontrò e sposò la parigina Léontine Lucile Gruvelle, che influenzò spesso le scelte sociali ed artistiche del marito.

In un primo momento De N. imitava i colleghi parigini e questo fece infuriare lo scultore Cecioni, che lo spinse a tirare fuori il meglio del proprio stile. De Nittis ritrovò immediatamente la propria indipendenza artistica ottenendo fama e notorietà, esponendo  nel 1874 nella mostra tenutasi nello studio del fotografo Nadar, comunemente indicata come data di nascita dell’Impressionismo. Il suo stile venne spesso associato a quello dei Macchiaioli e agli Impressionisti, ma l’artista mantenne sempre indipendenza di stile e contenuti.

De N. Morì nel 1884 a Saint-Germain-en-Laye, colpito da un fulminante ictus cerebrale. È sepolto a Parigi, nel cimitero di Père-Lachaise (divisione 11).

Viviana Filippini

Viviana Filippini

Viviana Filippini (Orzinuovi –Bs-, 1981) è giornalista pubblicista e collabora dal 2007 con il quotidiano «Giornale di Brescia» come corrispondente esterno. Si è laureata in Dams (Cinema e audiovisivi) alla Facoltà di Lettere e Filosofia all’Università Cattolica di Brescia con una tesi sul Bildungsroman (Romanzo di formazione), scrive di libri su blog letterari e culturali (Liberi di scrivere, Sul romanzoe IlRecensore). Dal 2015 ha un blog dedicato all’arte (Art in Pills) sul portale Cultora.it. Tiene corsi di Scrittura creativa, di Riscoperta dei Classici della letteratura e di Storia del Cinema. Ha curato le antologie di Racconti bresciani(Vol I, II, III tra poco il IV) per Historica edizioni, 2015 Cesena, e scritto Brescia segreta. Luoghi, storie e personaggi della città, Historica, 2015 Cesena e la storia per ragazzi Furio e la Beata Paola Gambara Costa, illustrata da Barbara Mancini, ebm edizioni, Manerbio 2015. A passo sospeso. The Floating Piers Christo & Jeanne Claude, Temperino Rosso, Brescia 2016. Ha fatto la speaker radiofonica.

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