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L’Ambasciatore Bologan e la Romania a 10 anni dall’adesione all’UE

Anita Bernacchia di Anita Bernacchia, in Blog, del


Pubblichiamo in italiano il comunicato sull’intervento dell’Ambasciatore di Romania in Italia George Bologan, pronunciato all’Università “La Sapienza” nella Giornata dell’Europa. 


Il futuro dell’Unione europea si costruisce sulle responsabilità del presente. La prospettiva della Romania a 10 anni dall’adesione.

Il 9 maggio, Giornata dell’Europa, l’Ambasciatore di Romania in Italia George Bologan ha tenuto una conferenza innanzi agli studenti del corso di lingua e letteratura romena dell’Università “La Sapienza” di Roma. L’iniziativa, organizzata in occasione del decennale dall’adesione della Romania all’Unione europea che ricorre quest’anno, riflette allo stesso tempo l’importanza che la Romania attribuisce all’organizzazione di questo corso di studi nel mondo accademico romano, anche dal punto di vista delle relazioni bilaterali privilegiate con l’Italia.

Nel suo messaggio, l’Ambasciatore George Bologan ha illustrato che l’impegno delle élite romene relativamente al progetto europeo non è affatto nuovo, ma risale al periodo interbellico quando Ion Gheorghe Duca, fine conoscitore delle idee di Aristide Briand, reputava che fosse necessario creare gli Stati Uniti d’Europa, poiché “unire l’Europa significa soltanto lottare contro alcuni pregiudizi che devono essere superati”. Parimenti, la necessità di unificare i paesi europei federandoli è stata sostenuta fermamente da Dimitrie Gusti, fondatore della Scuola romena di sociologia, il quale ritiene che l’unificazione sia una certezza per il futuro e che, in tal senso, l’Europa ha bisogno di solidarietà e sicurezza psicologica. Tali principi, ha sottolineato l’Ambasciatore romeno, si ritrovano anche tra i principi fondamentali dell’Unione europea, la cui buona riuscita dipende in gran parte dall’esistenza di una coscienza europea in grado di vincere le resistenze tra Stati e di un progetto culturale comune, basato sulla conoscenza reciproca tra gli Stati membri dell’UE.

Nel contesto della crisi economica, sociale e politica che l’Unione europea affronta oggi, l’importanza delle élite e dell’esercizio intellettuale diviene tanto più importante, poiché solo la dimensione culturale può arrestare la decadenza dell’Europa. “Ogni civiltà ha bisogno di una élite culturale, e tutto questo è evidente e compreso da chiunque possegga il senso della storia”. Ricordando gli esponenti dell’élite romena europeista del periodo interbellico, il capo della missione diplomatica ha affermato che “l’unica via alla creazione di un’identità europea, alla definizione e al mantenimento di una volontà comune – principio alla base del progetto europeo – è la cultura. La cultura è necessaria, per non lasciar spazio al populismo, ai nazionalismi e alle manipolazioni, e per l’assunzione di un ruolo attivo e responsabile da parte dei cittadini europei nel consolidamento del comune progetto europeo”.

Al contempo, ricordando l’iniziativa del sociologo Dimitrie Gusti, ovvero informare il pubblico in merito all’importanza della federalizzazione europea, conforme alla visione di Aristide Briand, l’Ambasciatore George Bologan ha sottolineato la necessità che, sul piano interno, i leader politici tengano fede alle responsabilità che loro competono e trasmettano messaggi positivi sui benefici concreti che l’appartenenza all’Unione europea porta ai cittadini europei. La conferenza svoltasi presso l’Università “La Sapienza” nella Giornata dell’Europa fa parte di una serie di iniziative dedicate ai giovani organizzate dall’Ambasciata della Romania in Italia, riguardanti temi d’attualità dell’agenda europea e internazionale. In tale contesto, la settimana prossima l’Ambasciatore Bologan terrà una conferenza presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università LUMSA di Roma.


Traduzione dal romeno di Anita Natascia Bernacchia

Testo romeno disponibile sul sito dell’Ambasciata di Romania in Italia, che ringraziamo per il consenso alla traduzione.

 

Anita Bernacchia

Anita Bernacchia

Anita Bernacchia ha origini romane, triestine e romene. Interprete di conferenza e traduttrice letteraria, si muove tra Roma, Bruxelles e la Romania. Collabora come traduttrice per Osservatorio Balcani e Caucaso. Scrive sul portale culturale Lankenauta e sul blog di informazione europea InsidEU. E' redattrice di TRAutor, rivista di letteratura e traduzione. Parla correntemente sette lingue. Ha tradotto una decina di libri dal romeno di Nina Cassian, Liviu Rebreanu, Norman Manea, Varujan Vosganian, Vasile Ernu, Cecilia Ștefănescu, Dan Lungu, Savatie Baștovoi e Tatiana Niculescu-Bran. "Romania e Cultura, Ora!" è il primo blog italiano dedicato alla cultura e alla letteratura romena.

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