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“Amazon impoverisce l’industria del libro” accusano i librai

Redazione di Redazione, in Letteratura, del

amazon

Una nuova diatriba tra Amazon, gli autori e i librai indipendenti sta per cominciare. Lettere di segnalazione sono state inviate al Dipartimento di Giustizia americano da diverse associazioni per accusare l’azienda di Seattle di aver usato il suo predominio nel mercato “in modi che danneggiano i lettori americani, l’intera industria editoriale, di aver minacciato e danneggiato la carriera di molti autori e di aver impedito la libera circolazione delle idee all’interno della società”.

I primi malumori sul monopolio di Amazon per la vendita dei libri iniziarono circa dieci anni fa, e nel tempo la situazione è diventata sempre più tesa. Nel 2010 alcuni editori stipularono un accordo con Apple in concomitanza con il lancio dell’iPad, ma Amazon ricorse alla giustizia americana, sostenendo che tali accordi avrebbero portato a un innalzamento dei prezzi a danno dei consumatori. Questa tesi convinse i giudici, che bloccarono l’accordo, rafforzando il monopolio di Amazon e garantendo una posizione di forza all’azienda. All’inizio del 2014, Hachette, uno dei più importanti editori al mondo, chiese la rinegoziazione dei prezzi degli ebook. Lo scontro fra i due colossi durò per quasi tutto l’anno, e portò Amazon a una dimostrazione di forza, boicottando l’editore tramite l’applicazione di prezzi più alti ai titoli Hachette e provocando ritardi intenzionali nelle spedizioni per i clienti che decidevano di acquistarli. Molti autori si schierarono contro la politica di Amazon, solo per vedere i loro libri puniti con lo stesso trattamento riservato a Hachette. Altri rifiutarono di prendere posizione o decisero di farlo in modo anonimo per paura delle conseguenze.

Alla fine dello stesso anno, in un celebre discorso pronunciato in occasione del ritiro della National Book Foundation Medal, Ursula Le Guin, una delle voci più importanti nella letteratura di genere e da sempre molto attiva sui temi della libertà di espressione, ha fatto alcune considerazioni sullo stato attuale dell’editoria, del ruolo sempre più importante del marketing e del profitto in contrapposizione alla qualità della produzione. In un passaggio, l’autrice parla della diatriba all’epoca in corso tra Hachette e Amazon usando queste parole: «[In questi mesi] abbiamo visto uno speculatore tentare di punire un editore per la sua disobbedienza e scrittori minacciati da una fatwa corporativista, e vedo molti di noi, i produttori, coloro che scrivono i libri, accettare questo, permettendo agli speculatori di venderci come se fossimo deodorante e dirci cosa pubblicare e cosa scrivere».

I due colossi dell’editoria trovarono un accordo poco tempo dopo, ma lo stallo aveva dimostrato quanto l’industria editoriale fosse dipendente dalle vendite online e se una rinegoziazione degli accordi sulle percentuali delle vendite degli ebook è effettivamente avvenuta, Amazon ne uscì comunque rafforzato. I rapporti di vendita del sito mostrano come la sezione editoriale sia quasi ininfluente nel contesto dei ricavi totali, e se Amazon è costantemente in perdita, il suo monopolio è abbastanza convincente da guadagnarsi la fiducia degli speculatori di borsa.

La nuova azione è partita dalla Authors Guild, la American Bookseller Association, la Association of Authors’ Representatives e Authors United, tutti già a favore di Hachette e della sua rivendicazione nel 2014. Un documento di ventiquattro pagine firmato dalla Authors United è stato inviato al Dipartimento di Giustizia americano per una nuova indagine sulle presunte violazioni delle norme antitrust americane. Il nuovo attacco arriva in contemporanea a un’indagine avviata dall’Unione Europea per l’abuso del monopolio di Amazon sul mercato europeo.

Si prospetta un nuovo stallo e nuove azioni punitive? Probabile. Del resto, il ruolo di Amazon è una seria minaccia per gli editori, non per le sue politiche di costi bassi, più che condivisibili da parte dei lettori, ma per la sua volontà di porsi come unico interlocutore tra scrittore e lettore, eliminando, di fatto, tutti i passaggi intermedi fondamentali per la realizzazione di un buon prodotto letterario. Per citare ancora Ursula Le Guin, «Viviamo nell’era del capitalismo, e il suo potere sembra incontrovertibile», e in campo editoriale niente sembra più incontrovertibile del potere di Amazon. I prossimi mesi ci diranno quali saranno i risultati di queste nuove indagini e se questo monopolio verrà ridimensionato.

Redazione

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