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Amazon all’attacco dei 1114 falsi recensori

Vincenzo Tiani di Vincenzo Tiani, in Editoria, Media, del

amazon

Continua la saga di Amazon dopo l’inchiesta del Sunday Times sulla facilità di comprare recensioni false per far crescere il gradimento di un prodotto sulla vetrina del colosso dell’e-commerce.

Ovvio che la sorpresa non sia piaciuta al ceo Jeff Bezos, in quanto va a minare la base del sistema di acquisto su Amazon (ne abbiam parlato QUI). L’unica arma che ha il gigante di Seattle per abbattere il muro di diffidenza che si trova davanti chi inizia a comprare online sono le recensioni. Per quanto non siano la verità assoluta, 50 recensioni a favore di un prodotto ci faranno correre il rischio di comprarlo online anche senza averlo toccato con mano.

Se si diffonde il sospetto che il sistema non sia controllato, allora crolla tutto il castello, anzi l’impero.

Riporta la BBC che Amazon venerdi abbia iniziato un’azione giudiziaria a Seattle contro i 1114 falsi recensori di articoli sul suo portale. Tanti sarebbero le persone che in cambio di pochi euro si prestavano a confezionare recensioni ad hoc per far salire di gradimento i prodotti in catalogo.

Non è sotto accusa invece Fiverr.com, il sito dove i sedicenti recensori offrivano i propri servigi.
La stessa Amazon ha condotto un’indagine comprando a sua volta finte recensioni per analizzare meglio il fenomeno.

Il fenomeno delle finte recensioni non è affatto nuovo, si può dire anzi sia il tallone d’Achille dei fornitori di servizi di intermediazione online. Di recente è successo con un altro colosso, TripAdvisor, che per combattere il fenomeno ha impiegato 300 persone a controllare le recensioni sospette. Pur dovendo ammettere che è impossibile eliminare tutte quelle false.

Seguiremo la vicenda in tribunale in attesa di un nuovo capitolo di questo annoso problema.

Vincenzo Tiani

Vincenzo Tiani

Diviso tra copyright e copywrite, seguo le tematiche del diritto di internet e della comunicazione online. Ora a Bruxelles per un Master Avanzato in Proprietà Intellettuale e Diritto dell'ICT. A Whead.it mi occupo di Digital Communication, l'altra mia grande passione.

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