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AAA vendesi castello di Filippo Brunelleschi in Toscana

di Sabrina Amato, in Arte, del

È in vendita, da ieri, il castello di Oliveto, una dimora-fortezza il cui progetto è stato attribuito a Filippo Brunelleschi, il celebre ideatore della cupola del duomo di Firenze.

Oltre al castello, la proprietà comprende 25 case coloniche, un borgo con una villa settecentesca e una cappella nel bosco per un totale di circa 35.000 mq di interni, cui vanno aggiunti 1.200 ettari di terreni coltivati a vigneti e oliveti e boschivi.

Nel sito dove l’immobile è stato messo in vendita si legge: “[…] Innumerevoli all’interno i motivi architettonici degni di nota: la merlatura guelfa, i quattro torrioni agli angoli, la torretta dell’orologio, il cortile interno con l’intonaco a graffite, il loggiato con quattro arcate e la cappella privata per le funzioni religiose. Nel loggiato troviamo anche un antico pozzo per la raccolta dell’acqua piovana che era originariamente un’uscita sotterranea dal castello. Un camminamento percorre tutto il perimetro delle alte mura dalle quali si domina tutta la valle.”

La costruzione – risalente al 1424 – si trova a Castelfiorentino, in provincia di Firenze.  Si tratta di uno splendido esempio di villa fortificata, immersa tra le coltivazioni di olivo, sulla sommità di un colle. Appartenuta alla famiglia Pucci per quattro secoli, nel 1850 fu venduta a un’altra nobile famiglia fiorentina, i Guicciardini, e durante la seconda guerra mondiale diventò sede di un comando tedesco per poi essere occupata nel 1944 dalle forze alleate del generale Mark Clark durante le operazioni di liberazione dell’Italia. Oggi, invece, il castello è sede di un’azienda agricola, che offre un servizio di B&B ed affitta la location per cerimonie, degustazioni, corsi di cucina, ricevimenti e meeting.

In passato fu luogo di soggiorno per Leone X, Clemente VII e Paolo III Farnese –  per diciassette giorni nel 1541 – e nelle sue stanze sono passati personaggi illustri come Lorenzo il Magnifico, il Granduca di Toscana Ferdinando III e il Re d’Italia Vittorio Emanuele III.

La conferma che il corpo dell’edificio sia stato progettato da Filippo Brunelleschi si deve al professor Massimo Ricci, uno dei maggiori esperti al mondo dell’architettura brunelleschiana. Tra gli inizi del 1400 e il 1446 –  anno della sua morte – Filippo Brunelleschi è incaricato dalla Repubblica Fiorentina di progettare e costruire fortificazioni militari nei territori attorno alla città di Firenze, nonostante sia impegnato anche nel cantiere della cupola del Duomo. Brunelleschi è l’unico esperto di fortificazioni militari attivo in quegli anni. Nello stesso periodo, anche i signori delle grandi ville di campagna sono costretti a fortificare le loro dimore con imponenti cerchie murarie dotate di torri, merlature e altri dispositivi per difendersi dagli attacchi dei nemici. E proprio a Filippo Brunelleschi fu affidata la progettazione e la conduzione dei lavori di una di queste ville di proprietà della famiglia fiorentina dei Pucci, del tutto simile alla celebre villa medicea della Petraia; quest’ultima già attribuita da tempo al grande architetto.

Molti sono i motivi che hanno portato ad ascrivere questo castello al Brunelleschi; tra questi, che l’edificio sia interamente costruito in mattoni, con la stessa “tecnologia” impiegata nella Cupola. Negli anni in cui viene edificato il castello, infatti, il Brunelleschi abbandona l’utilizzo della pietra nella costruzione della cupola di Santa Maria del Fiore ed inizia ad adoperare i mattoni. In questa costruzione, secondo gli studi, la perfezione nell’utilizzo dei mattoni è spinta a tal punto che strutture architettoniche normalmente realizzate in pietra, sono state sistematicamente costruite con questo materiale. Nessun altro in quegli anni, se non Filippo Brunelleschi, poteva essere in grado di fare una cosa del genere. Non solo, all’interno dell’edificio ci sono numerose opere architettoniche – portali, finestre, peducci, arredi – tutte realizzate in perfetto stile brunelleschiano. Agli inizi del 1400, nessuno, eccetto lui, sarebbe stato in grado di realizzarne di simili.

La prova definitiva, secondo lo studioso, è uno strano ballatoio che poggia su un sistema di mezze volte che non potrebbe stare in piedi e avrebbe dovuto collassare su sé stesso. Uno dei dispositivi impossibili del grande Brunelleschi, che solo lui poteva concepire e realizzare.  Di notevole importanza è anche la notizia che il fratello dell’allora proprietario del castello, Giovanni di Antonio Pucci, fosse fornitore di calce e sabbia per la costruzione della cupola del Duomo; questo dimostra come esistesse un trait d’union tra la famiglia Pucci e il Brunelleschi, che, com’è ben noto, controllava personalmente la qualità ed i costi di tutti i materiali utilizzati nel suon cantiere.

L’annuncio di vendita è della Lionard Luxury Real Estate, agenzia immobiliare specializzata nella vendita di immobili di lusso. La trattativa rimane riservata e non è possibile quindi sapere il prezzo richiesto in partenza. È difficile stimare il valore di mercato di un’opera unica ed inestimabile, ma considerando le quotazioni che caratterizzano la Toscana, la valenza storica, le ottime condizioni del complesso, la posizione vicino a Firenze e al contempo immersa nella natura, si può ipotizzare un range che va dai 30 ai 50 milioni di euro.

Sabrina Amato


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