A 50 anni dalla morte, l’università di Napoli celebra Totò con una laurea ad honorem

Alessandra D'Ippolito di Alessandra D'Ippolito, in Cinema, del

A 50 anni dalla scomparsa del Principe della risata (1898-1967), l’Università degli studi di Napoli “Federico II” conferirà a Totò la laurea honoris causa alla memoria in “Discipline della Musica e dello Spettacolo. Storia e Teoria”, su proposta di Renzo Arbore da sempre suo fan. In realtà si tratterà di un omaggio ad Antonio de Curtis, in arte Totò, perché da anni il Ministero dell’Istruzione vieta di conferire lauree post mortem.

La cerimonia si terrà mercoledì 5 aprile, alle 12, nell’Aula Magna Storica alla presenza del Rettore Gaetano Manfredi, del prorettore Arturo De Vivo, del docente di Letteratura italiana dell’Ateneo Matteo Angelo Palumbo, e dello stesso Arbore che dedicherà all’artista una speciale Laudatio. «Totò ha cavalcato tutte le sfaccettature della recitazione e dell’umorismo. Un attore davvero completo. Penso quindi – dice Arbore – che non ci sia persona più meritevole a ricevere una laurea alla memoria, quasi unica nel suo genere».

Una laurea «per aver incarnato e portato sullo schermo tutte le articolazioni dello spettacolo: dalla mimica alla comica, che gli riuscivano particolarmente spontanee, a quella teatrale e cinematografica, acquisite da una lunga esperienza personale che Totò ha vissuto e saputo catturare. Una cultura che rispecchia anche una napoletanità nobile che, nella sua carriera artistica e sociale, ha sempre rappresentato naturalmente».

Secondo De Vivo «Il contributo di Totò, forse più decisivo è però stato quello offerto, come già ricordava Tullio De Mauro, alla storia e alla coscienza linguistica italiana. La memorabile creatività linguistica di Totò ha infatti consegnato all’italiano neologismi fortunati (si ricordino le ‘pinzillacchere’), esilaranti giochi linguistici, stranianti motti di spirito, alterazioni e deformazioni lessicali capaci di corrosive parodie dei più triti luoghi comuni. Una magistrale e fortunata lezione di acrobazie verbali e fisiche, di sapiente possesso dello spazio scenico, di travolgenti, quasi surrealistiche, esibizioni comiche, ma anche di commovente, penetrante, tragica umanità consegnata ad alcuni film tra più preziosi della cinematografia italiana come Guardie e ladri di Steno e Monicelli, Napoli milionaria di Eduardo, I soliti ignoti di Mario Monicelli, L’oro di Napoli di Vittorio De Sica, Uccellacci e uccellini di Pierpaolo Pasolini».

Alessandra D'Ippolito

Alessandra D'Ippolito

Alessandra D'Ippolito nasce in Sicilia nel 1996. Da tre anni vive e studia a Roma. È studentessa al terzo anno di Scienze della comunicazione, con indirizzo in "Giornalismo, relazioni pubbliche e uffici stampa" presso l'Università LUMSA.

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